In caso di incidenti gravi, la polizia municipale
di Torino acquisirà per i rilievi del caso anche le prove “digitali” ossia i
dati provenienti dai dispositivi tecnologici in dotazione dell’autovettura,
quali sistemi di navigazione, scatole nere o telecamere, e da quelli in
possesso dell’automobilista, quali cellulari e tablet.
Nel caso l’automobilista negasse il consenso
all’acquisizione dei dati contenuti nei dispositivi in suo possesso, la polizia
municipale di Torino procederà al loro sequestro e in caso di resistenza, anche
alla perquisizione personale.
Il provvedimento varato dalla polizia municipale di
Torino si basa sulla constatazione che il numero di incidenti stradali per
distrazioni “tecnologiche” è in costante e preoccupante aumento e che per
appurare l’esatta dinamica del sinistro occorre verificare anche eventuali
attività digitali svolte durante la guida. In accordo con la locale procura, i
vigili torinesi hanno adottato questo protocollo ad hoc finalizzato a mettere
sotto esame, nella scena dell’incidente, tutti i dispositivi tecnologici sia in
dotazione al veicolo che alle persone.
Succede a Torino, ma non è escluso che un
provvedimento simile possa essere preso anche da altre polizie municipali.
Ricordiamo che usare il telefonino mentre si guida è
vietato. Per completezza di informazione riportiamo di seguito l’articolo del
Codice della Strada che regolamenta l’uso dei dispositivi tecnologici durante
la guida:
Art. 173, comma 2, del Codice della Strada:
È vietato al
conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di
usare cuffie sonore, fatta eccezione per i conducenti dei veicoli delle Forze
armate ….. È consentito l’uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché
il conducente abbia adeguata capacità uditiva ad entrambe le orecchie che non
richiedono per il loro funzionamento l’uso delle mani.