Pensi che mettere un post o una foto su facebook o
aprire una chat con una delle applicazione di messaggistica istantanea
rendendolo visibile solo ad alcuni “amici” preservi la tua privacy? Bé in internet
non funziona proprio così. In internet il concetto di chiusura totale non
esiste e lo dimostrano i vari attacchi subiti da istituzioni che della
sicurezza dei dati dovrebbero essere maestre (i governi nazionali, la Cia,
l’FBI, ecc.).
Il concetto di riservatezza e della sua violazione è
tornato alla ribalta grazie ad un pronunciamento del Garante della privacy che
ha ordinato ad una donna di rimuovere dal proprio profilo Facebook le sentenze
che sancivano, dal punto di vista civile, la fine del suo matrimonio e che
riportavano dettagli della sua vita familiare riguardanti anche la figlia
minorenne, ritenendo tale pubblicazione contraria al Codice della privacy,
anche se “condivisa” con un ristretto
numero di “amici”.
I confini della riservatezza sono estremamente
labili. Non solo sui social, ma nel momento stesso in cui confidi a voce un tuo
fatto personale ad un’altra persona, il fatto diventa pubblico. Niente potrà
assicurarti che l’altra persona non diffonda quanto da te confidatogli.
I social non hanno alcun vincolo di riservatezza. Essi inducono a raccontare il proprio stato
d’animo, amplificandolo, ma poi la responsabilità di quello che si pubblica è nostra
e non dello strumento social. I primi difensori della nostra privacy siamo noi.
Allora come usare i
social, senza ledere la propria e l’altrui riservatezza?
3 sono le cose da tenere a mente, quando si sta sui
social:
·
fare
attenzione a ciò che si vuole comunicare sui social
·
comunicare
informazioni generiche senza entrare nel dettaglio, e soprattutto senza fornire
informazioni riguardanti i minori
·
ricordarsi
che anche il gruppo di “amici” sui social non è mai chiuso, perché ognuno di
loro può decidere liberamente di divulgare l’informazione.