Nell’ambito dei controlli disposti dal Comando dei
Carabinieri Politiche agricole e alimentari, il nucleo antifrode dei
Carabinieri di Parma, lo scorso 1° marzo, procedeva al sequestro di 35.000 uova
destinate alla commercializzazione, riscontrando violazioni della
rintracciabilità e dell’etichettatura.
Ma com’è l’etichetta delle uova e cosa deve
riportare?
L’etichetta delle uova, o meglio il codice di
tracciabilità, è stampata sul guscio. È un insieme di cifre, suddivise in 5
gruppi, che ci permette di comprendere e di conoscere tante caratteristiche
dell’uovo: dal tipo di allevamento al Paese, Comune e Provincia di produzione, fino al codice di allevamento.
I gruppo:
Tipo di allevamento
Il primo gruppo di cifre è in realtà costituito da
un solo numero che va da 0 a 3 e corrisponde alle seguenti tipologie di
allevamento, in ordine crescente dall’aperto al chiuso, con restringimento
della superficie in metri quadrati a disposizione della gallina.
II
gruppo: Paese di produzione
È composto da 2 lettere
III
gruppo: Comune di produzione
È composto da 3 numeri, che è il codice con cui
l’Istat, l’Istituto nazionale di statistica, individua i Comuni
IV
gruppo: Provincia di produzione
È composto da 2 lettere che indicano la sigla della
provincia
V gruppo:
Codice di allevamento
Si compone di 3 numeri e rappresenta in modo
univoco il codice identificativo dell’allevamento di provenienza.
Sulle confezioni sono presenti, poi, altri elementi
utili per l’acquisto: la data di confezionamento, di deposizione e di scadenza.
Le uova sono classificate merceologicamente in 3
diverse categorie indicate con le prime tre lettere dell’alfabeto:
A per le uova fresche;
B per le uova di seconda qualità;
C per quelle destinate all’industria.
Le uova fresche si mantengono per circa 28 giorni
dalla data di deposizione; quelle extrafresche per 9 giorni dopo la deposizione
e 7 dal confezionamento. Le uova si dividono anche in base alla misura: uova di
taglia S (small, di peso inferiore a 53 g); medie M (medium, tra 53 e 62 g); grandissime
XL (extralarge, oltre i 73 g).
Cogliamo l’occasione dell’ingente sequestro delle
uova in violazione del codice di tracciabilità e dell’etichettatura, per
ricordare l’impegno di Adiconsum nella lotta alla conraffazione attraverso la partecipazione
alle campagne di informazione e sensibilizzazione lanciate dal Ministero dello
Sviluppo Economico e curate dall’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi (UIBM) con l’obiettivo di diffondere la
cultura della lotta alla contraffazione coinvolgendo i cittadini. L’ultima in
odine cronologico alla quale aderiamo, tuttora in corso è “IO SONO ORIGINALE”.
La contraffazione è un
fenomeno che rappresenta un grave pericolo per l’economia e l’occupazione di un
Paese, poiché favorisce l’illegalità e la criminalità organizzata e produce
danni alla salute e alla sicurezza dei consumatori.
A
nostro avviso, tutti siamo chiamati a combattere ed arginare la diffusione
della contraffazione: dalle istituzioni alle imprese, dalle Forze dell’ordine
ai consumatori. Solo informandoci, partecipando e scegliendo di acquistare prodotti
originali e non contraffatti, si potrà sconfiggere la contraffazione
una volta per tutte.
Non c’è ormai settore
commerciale non colpito dalla contraffazione: dai farmaci ai giocattoli, dai
ricambi per auto/moto all’abbigliamento, all’agroalimentare. Proprio in merito
ai numerosissimi casi di sequestro di prodotti agroalimentari,
nell’ambito del progetto IO SONO ORIGINALE, sono
stati realizzati una serie di video per spiegare i vari tipi di contraffazione.
Vi invitiamo a vedere quello sulla Contraffazione
agroalimentare