Creare gruppi
ad hoc, anche sui social network, come ad esempio WhatsApp, per segnalare la presenza di posti
di blocco o comunque di controlli delle Forze dell’Ordine, è illegale ed anzi
configura un reato penale (art. 340, codice penale). Il motivo è il principio
di divieto di turbamento o interruzione di pubblico servizio. Il reato è punibile con la
reclusione da 1 a 5 anni.