Nocciole turche e
arachidi cinesi inquinate da aflatossine cancerogene, spezie indiane, come il
peperoncino, contaminate da pesticidi oltre i limiti o con problemi da
infezioni microbiologiche, il pesce vietnamita
con pericolosi livelli di metalli pesanti…. La classifica dei cibi più
pericolosi” è stata elaborata sulla base del Rapporto del Ministero della
Salute sul sistema di allerta europeo e presentata recentemente da
Coldiretti al Forum Internazionale
dell’Agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio.
Tutti
cibi che provengono dall’estero, con prezzi abbordabili, e che spesso vengono
destinati alla trasformazione in alimenti industriali ma che presentano
seri rischi per la salute. Per esempio, importiamo dalla Turchia nocciole (che hanno ottenuto il primo posto
tra i prodotti alimentari più rischiosi) per ben 295 milioni di euro; si è impennato addirittura del 141 per cento
l’incremento delle importazioni di arachidi dalla Cina, anche qui con problemi
di aflatossine. Aumentano pure (del 22%) gli ingressi di peperoncino indiano,
nel mirino per i ripetuti allarmi da contaminazioni microbiologiche. Sale poi
del 48% l’import di tonno e il pesce spada spagnoli, la cui qualità è messa in
forte dubbio dai casi di eccessiva presenza di metalli pesanti.
Crescono
anche del 60% le importazioni di peperoni turchi e del 19% quelle di fichi
secchi (aflatossine e pesticidi) sempre dal paese di Erdogan. Pure gli arrivi
di pistacchi dall’Iran lievitano nonostante i problemi di aflatossine, così
come quelli di pesce vietnamita, dove si è riscontrata frequentemente la
presenza di metalli pesanti.