Le Regioni devono ridurre del 10% il numero dei fumatori entro il 2018,
come prevede il Piano nazionale prevenzione 2014-2018. Lo ha sottolineato il
ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, rispondendo al question time alla
Camera.
Il tabagismo costituisce, ancora oggi, il primo
fattore di rischio di malattie croniche non trasmissibili, e se è vero che
muoiono 700.000 persone, ogni anno, per motivi correlati al fumo, in Italia
muoiono tra le 70.000 e le 83.000 persone, ogni anno.
È un numero veramente ingente
di persone e la migliore prevenzione è non fumare e non cominciare a fumare,
soprattutto quando si è giovanissimi. Ecco perché il Piano nazionale della
prevenzione 2014-2018 impegna tutte le regioni italiane a ridurre la prevalenza
dei fumatori del 10 per cento, con una serie di politiche attive da condurre
nelle proprie regioni entro il 2018, al fine di contribuire al raggiungimento,
entro il 2025, dell’obiettivo della riduzione del 25 per cento della mortalità
precoce dovuta alle malattie non trasmissibili, prevista dal Global Action Plan
dell’OMS per gli anni 2014-2020.
Quanto
alle sigarette elettroniche, la ministra ha sottolineato che è in vigore l’ordinanza
che vieta la vendita di e-cig con nicotina ai minori di 18 anni. Riferendosi
quindi all’efficacia delle sigarette elettroniche ai fini della cessazione
dell’abitudine al fumo, “l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha
comunicato che gli scarsi studi disponibili non consentono di arrivare ad una
conclusione”, e per lo stesso motivo “non è possibile valutare la
tossicità a lungo termine delle e-cig”. Ad ogni modo, Lorenzin ha
annunciato di aver dato mandato ai propri uffici di approfondire la questione,
riservandosi la possibilità di chiedere un nuovo parere dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS).