La plenaria del Parlamento Europeo è tornata ad opporsi, con una
risoluzione non vincolante, approvata con 375 sì, 193 no e 36 astenuti, alla
possibile autorizzazione da parte della Commissione europea alla coltivazione
nella Ue di cinque prodotti OGM: i mais Bt11 e 1507, i semi ed i prodotti del
mais MON810 ed il cotone resistente al glifosato.
Con la risoluzione ‘bipartisan’, il Parlamento europeo ha
ribadito l’appello per una riforma della procedura di autorizzazione degli Ogm
nella Ue che in pratica lascia la scelta ai singoli Stati membri, una posizione
presa dall’ottobre 2015. Anche se le risoluzioni – tutte approvate per alzata di mano
– sono non vincolanti, il messaggio politico mandato dall’Eurocamera è di
totale contrarietà alle scelte dell’esecutivo comunitario in materia.
Non è la
prima volta che si consuma lo strappo tra Commissione e Parlamento sugli ogm.
Lo scorso anno, il 28 ottobre 2015, l’Aula riunita in sessione plenaria bocciò
un progetto di legge comunitaria che prevedeva la possibilità per i singoli
Stati di limitare o vietare la vendita e l’utilizzo sul proprio territorio di
alimenti o mangimi Ogm già approvati a livello Ue. A livello comunitario può
essere consentito il prodotto ogm, con via libera legato però all’utilizzo che
se ne fa a livello nazionale. Si temeva una restrizione del mercato unico tra
favorevoli e contrari al bio-tech. Il Parlamento è tornato oggi a chiedere un
cambio delle regole. In particolare l’Aula ha nuovamente criticato il processo
di autorizzazione, di cui è responsabile l’esecutivo comunitario «senza il
sostegno dei pareri dei comitati degli Stati membri. Un modo di fare che
«avrebbe dovuto essere un’eccezione, ma è di fatto diventata la norma»