L’Italia
non è un Paese a misura di consumatori. Questo in estrema sintesi il giudizio
della Commissione europea che emerge dal “Quadro di valutazione 2016” dei mercati al consumo, che rileva una
performance al di sotto della media Ue.
I
prezzi sono tra i più alti della media, la qualità dell’offerta è al di sotto
degli standard degli altri mercati, spedire pacchi o raccomandate è più
complicato che in Bulgaria, avere Internet in casa più difficile che in Grecia,
i mezzi pubblici sono vissuti come un incubo… Tutto ciò emerge nello studio che
evidenzia il grado di fiducia, aspettative, possibilità di scelta, disguidi,
lamentele per 44 mercati al consumo differenti.
Eppure
tra il 2013 e il 2015, il clima di fiducia sull’Italia è migliorato, sia per
quanto riguarda i mercati dei beni nel loro complesso (da 79 a 81 punti), sia
per quanto concerne i mercati dei servizi (da 72,8 a 75,3). Miglioramenti che,
a quanto pare, non sono ancora sufficienti a recuperare terreno e colmare i
problemi percepiti dai clienti.
Uno
di questi è sicuramente il livello dei prezzi: quello italiano è visto, ed
effettivamente lo è, come uno dei mercati più cari. Ancora, l’Italia è agli
ultimi posti in classifica (assieme a Croazia e Spagna), per qualità dei
servizi telefonici di rete fissa: tanti problemi, pochi allacci e poca
possibilità di scelta. E poi a livello nazionale si sconta ancora la questione
della «povertà energetica», che la Commissione identifica come «seria» per un
gruppo di Stati di membri che include anche l’Italia (Bulgaria, Cipro, Croazia,
Grecia, Italia, Lituania, Romania e Ungheria). Il vero nodo è quello trasporti:
quando si parla di tram, autobus e treni, in Italia l’indice di fiducia tocca
il minimo di tutta l’Ue. Le uniche eccellenze i mercati «libri e
giornali» (+0,1 rispetto alla media Ue) e «servizi Ict» (+0,2).
Cosa
fare?
Norme
favorevoli ai consumatori, perché, come ha ricordato il Commissario per la
Giustizia e la tutela dei consumatori Vera Jourova, “riforme del mercato e
un’efficace applicazione delle norme a tutela dei consumatori fanno crescere la
fiducia dei consumatori.”
Le
prestazioni dei mercati sono migliori se aumenta la fiducia dei cittadini. Per
questo, ad esempio, la scarsa fiducia dei consumatori nei servizi finanziari è
stata all’origine della direttiva sul credito al consumo; ora che la
direttiva è in vigore, sostiene la Commissione, si osserva una crescente
fiducia in questo settore. I consumatori segnalano difficoltà sui mercati delle
telecomunicazioni e la Commissione intende presentare una proposta per
risolvere questo problema. Le recenti proposte della Commissione relative
ai contratti nel settore digitale mirano a migliorare la fiducia dei
consumatori negli acquisti online transfrontalieri.
Infine,
il quadro di valutazione conferma i risultati del semestre europeo: settori
come i servizi ferroviari e la fornitura di acqua e di energia elettrica
richiedono riforme strutturali in alcuni paesi, come il nostro, perché i
risultati della valutazione variano considerevolmente tra gli Stati membri.