Il reato di calunnia si configura non solo attribuendo a qualcuno una colpa inesistente, ma anche ingigantendo l’avvenimento e facendolo apparire più grave di quello che è. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione nella sentenza 9874/2016 nei confronti di una persona che aveva subito lesioni e violenze, da parte di due carabinieri intervenuti per sedare la rissa dallo stesso generata, lesioni accertate con la pronuncia di una sentenza definitiva. Il racconto del soggetto non si limitava però a riportare i fatti così come accaduti, ma incolpava i due agenti anche di altre lesioni più gravi, alle quali erano del tutto estranei.