55 milioni
per investimenti non riconducibili all’erogazione del servizio, ma calcolati
nelle tariffe, più 5 milioni per il mancato rispetto della regolazione
dell’Autorità, per un totale di 60 milioni gli euro contestati alle imprese e quindi recuperati come costi impropri nel corso
dei controlli congiunti con la Guardia di Finanza. I controlli di verifica degli investimenti
sono stati effettuati sia attraverso sopralluoghi presso le sedi che attraverso
analisi dei documenti. I costi impropri hanno riguardato maggiormente le
aziende del settore idrico, ma in parte anche quelle di distribuzione
elettrica. I controlli hanno anche evidenziato un numero crescente di
inadempimenti sulle norme di sicurezza da parte delle aziende di distribuzione
del gas di piccole dimensioni che sono state sanzionate, mentre sul fronte
degli operatori della distribuzione elettrica si è registrato un calo nel
numero di non conformità degli incentivi economici riconosciuti per interventi
di miglioramento della qualità del servizio.