Gli Stati generali sui cambiamenti climatici e sulla difesa del territorio in Italia,
tenutisi a Roma a giugno, sono stati un’occasione di assoluta importanza in
vista della Conferenza Onu di dicembre a Parigi. L’intesa raggiunta nei mesi scorsi dal G7,
con l’indicazione di contenere il surriscaldamento del pianeta
dentro i 2 gradi, rappresenta infatti un segnale importantissimo, perche indica
la volontà dei sette paesi più industrializzati non solo di adottare misure che
vadano verso la de-carbonizzazione dell’economia, ma anche di essere motori di
un analogo impegno vincolante da parte degli altri paesi. Un impegno che va
promosso in primo luogo presso i colossi asiatici Cina e India che oggi, ma
soprattutto in una prospettiva a breve termine, possono incidere sensibilmente
sul bilancio globale delle emissioni di gas serra. L’Italia intende portare un
notevole contributo in vista della COP 21 di Parigi. Il valore aggiunto
propositivo che istituzioni, enti intermedi, imprese, associazioni vogliono
dare a un paese che, per la sua conformazione geografica, è particolarmente
soggetto alle conseguenze del “climate change”, in particolare a
quegli “eventi estremi” che negli ultimi anni si sono ripetuti con sempre
maggiore frequenza e intensità causando lutti e danni gravissimi.