Il concorso di colpa
del paziente (ex art. 1227 c.c.), consistito nell’essersi procurato la lesione
che ha reso necessario l’intervento sanitario, riduce proporzionalmente la
responsabilità del medico. È questo, in
estrema sintesi, il principio espresso dalla Corte di Appello di Roma nella
sentenza n. 1667
del 2015, resa nel delicato settore della responsabilità civile in campo
medico, recentemente interessato da una serie di pronunce (da ultimo, la più
importante del Tribunale di Milano del 17 luglio 2014) che vanno tutte nella
direzione di un temperamento di tale forma di responsabilità al fine di
arginare il noto fenomeno della “medicina difensiva”.
Corte d’Appello, Roma, sentenza 11/03/2015 n° 1667
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