Non esiste solo la rete internet
tradizionale. Ora dobbiamo fare i “conti” anche con l’Internet delle cose (in inglese Internet
of things, abbreviato IoT).
Ma
che cos’è l’Internet delle cose?
È la possibilità di oggetti e
sistemi, una volta impostati, di “dialogare” tra loro attraverso le reti di
comunicazione elettronica.
Stiamo parlando, ad es., degli
impianti di riscaldamento che si possono accendere da remoto con lo smartphone,
di frigoriferi che segnalano la scadenza dei prodotti, di orologi che segnalano
al medico eventuali anomalie corporee.
Gli strumenti non sono solo
smartphone e computer, ma anche dispositivi indossabili (v. google glass),
sistemi di automazione domestica (domotica) e sistemi di geolocalizzazione.
La connessione di questi dispositivi
tra loro comprende attività come la raccolta, la registrazione e l’elaborazione
dei dati dei consumatori che permettono di tracciare dei profili dettagliati
sulle loro abitudini, comportamenti, gusti e stato di salute, senza che essi ne
siano consapevoli.
Senza voler “demonizzare” l’Internet delle cose che produce indubbi
vantaggi nella vita di tutti i giorni, come già accaduto anche per Internet, è
necessario però stabilire delle regole.
La
consultazione del Garante della privacy
Il Garante della privacy ha reso
noto in una nota che proprio in considerazione del possibile utilizzo distorto dei
dati così raccolti, registrati ed elaborati, ha ritenuto opportuno avviare una
consultazione per:
·
valutare
l’Internet delle cose nel suo complesso
·
definire
misure per assicurare la trasparenza dell’uso dei dati
·
tutelare
i consumatori da possibili abusi.
In merito al primo punto, il Garante
intende acquisire una serie di elementi per aumentare le tutele dei
consumatori, a cominciare da:
·
l’informativa
ai consumatori
·
la
possibilità, già in fase di progettazione, di adottare soluzioni tecnologie di
tutela della privacy
·
l’adozione
di tecniche di cifratura per rendere anonime le informazioni
·
il
tipo di interoperabilità dei servizi
·
l’adozione
di strumenti di certificazione.
Come
e quando inviare le osservazioni al Garante della privacy
Come:
·
via
posta elettronica all’indirizzo: iot@gpdp.it
·
via
posta normale all’indirizzo Garante della privacy, Piazza Monte
Citorio n. 121, 00186
– Roma
Quando:
entro 180 giorni
dalla data di pubblicazione dell’Avviso di avvio della consultazione sulla
Gazzetta ufficiale, ossia dal 4 maggio 2015 (G.U. 101/2015).