Invece che andare avanti, l’Italia,
almeno sul fronte della giustizia, rispetto agli altri Paesi europei, ha fatto
passi indietro.
Questo è quello che emerge dalla II
edizione del Quadro di valutazione della giustizia nei Paesi dell’Unione
europea. Anche la maggiore o minore efficienza della giustizia, infatti, sono
fattori che influenzano la crescita di un Paese.
Per quanto riguarda l’efficienza del
sistema giudiziario, che si misura considerando il numero delle cause pendenti
e la durata per la loro risoluzione, l’Italia purtroppo si posiziona all’ultimo
posto per numero di cause pendenti rispetto agli altri Paesi e al penultimo
posto per durata. Rispetto, infatti, ai dati del 2010 i giorni per la
definizione delle cause civili e commerciali in primo grado è passato da 500 a
600.
In questo quadro, quello che risalta
agli occhi è che una giustizia tardiva vuol dire giustizia negata a discapito
dei cittadini e delle imprese.