Si applicherà a partire da sabato 1°
marzo, l’ultima accisa in ordine cronologico sui carburanti. Il suo valore sarà
di 0,24 cent/litro sia per la benzina che per il gasolio e considerando che su
di esse grava un’Iva al 21%, l’aumento sarà di 0,34 cent/litro.
Ciò equivale, come calcolato dalla
CGIA di Mestre, per una famiglia italiana che percorre in media circa 15.000 km
all’anno un aumento di 13 euro per l’auto a benzina e di 17 euro per l’auto a
gasolio.
Quest’ultima accisa rientra nel
“Decreto del fare” e la sua istituzione si rese necessaria per finanziare
interventi di rilancio dell’economia, quali la nuova legge Sabatini, il credito
d’imposta al settore cinematografico, il rilancio della nautica e della
produttività del sistema portuale.
In totale le accise che ora gravano
sui carburanti sono a quota 18 (quella del 2011 per il fondo unico dello
spettacolo è doppia). La più antica fu introdotta nel
1935 per finanziare la guerra in Etiopia e non è stata mai più tolta.
Elenco delle accise in vigore:
- 1,90 lire: finanziamento guerra di Etiopia del 1935;
- 14 lire: finanziamento crisi di Suez del 1956;
- 10 lire: finanziamento disastro del Vajont del 1963;
- 10 lire: finanziamento alluvione di Firenze
del 1966; - 10 lire: finanziamento terremoto del Belice del 1968;
- 99 lire: finanziamento terremoto del Friuli del 1976;
- 75 lire: finanziamento terremoto dell’Irpinia del 1980;
- 205 lire: finanziamento guerra del Libano del 1983;
- 22 lire: finanziamento UNMIBH
in Bosnia Erzegovina
del 1996; - 0,020 euro:rinnovo del
contratto degli autoferrotranvieri del 2004
·
0,005
euro: acquisto autobus ecologici nel 2005
·
da
0,0071 a 0,0055 euro: fondo unico
spettacolo nel 2011
·
0,04
euro: arrivo immigrati dopo la crisi
libica del 2011
·
0,0089
euro: alluvione Liguria e Toscana nel
2011
·
0,082
euro: decreto “Salva
Italia” nel 2011
·
0,02
euro: terremoto dell’Emilia del 2012
- 0,24 euro: “Decreto del fare” del 2013