Non è per
fasciarsi la testa, però, la probabilità che l’IVA passi dal 21 al 22%,
purtroppo, è reale. E così Adiconsum ha condotto un calcolo su quanto l’IVA al
22% inciderebbe sulla spesa delle famiglie italiane, sia in termini di
divisione territoriale che di reddito.
Ne sono
usciti dati interessanti, riassunti in due semplici tabelle: la prima che
sintetizza l’aumento di spesa media annuale delle famiglie su base
territoriale; la seconda che rileva l’aumento di spesa media annuale a seconda
del tipo di lavoro svolto.
Spesa media annuale su base
territoriale
L’aumento medio annuale in generale per
l’Italia è di 96,65 euro, così ripartito:
|
|
> spesa |
|
Nord-ovest |
116,84 euro |
|
Nord-est |
113,72 euro |
|
Centro |
95,12 euro |
|
Sud |
75,82 euro |
|
Isole |
57,69 euro |
Considerando
che l’incremento sarà in vigore dal II semestre del 2013, la maggiore spesa
media in Italia a fine anno sarà di 48,32 euro.
Spesa media annuale su base
reddituale
L’aumento
di spesa annuale a seguito dell’aumento dell’Iva a seconda della tipologia di
lavoro svolto va da 141,26 a 76,53 euro. Anche in questo caso, considerando che
l’aumento dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1° luglio 2013, l’aumento a
fine anno sarà compreso tra 70.63 e 33,97 euro.
|
|
Imprenditore/ |
Lavoratore |
Dirigente/ |
Operaio |
Pensionato |
Altro |
|
Iva 22% |
141,26 euro |
115,53 euro |
127,91 euro |
102,27 euro |
76,53 euro |
67,94 euro |
L’aumento
dell’IVA, se confermato, porterebbe comunque un aggravio per le famiglie, in un
momento in cui al contrario è necessario riportare a livelli accettabili il
loro potere d’acquisto, per rilanciare i consumi e quindi la produzione e a
seguire l’occupazione. Tra l’altro, è ormi assodato che un aumento di
tassazione comporta un calo delle entrate dovuto alla contrazione dei consumi.
A questo
punto la domanda sorge spontanea: e se invece di aumentare l’IVA al 22%,
provvedimento inutile e dannoso, si ripristinasse l’aliquota maggiorata sui
c.d. beni di lusso?