De Masi: Pronuncia del Tar Lazio su bolletta 28gg scontata. Consumatori insoddifsatti per sospensione rimborsi
TLC
Tar Lazio dà ragione ad Agcom sull’abolizione della fatturazione a 4
settimane,
ma sospende i rimborsi ai consumatori.
Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale:
La pronuncia del TAR sulla delibera 121/2017 Agcom era scontata,
ma non soddisfa i consumatori.
Adiconsum chiede la modifica urgente
dell’art. 70 del Codice delle comunicazioni elettroniche,
per tutelare sul serio gli utenti
ponendo fine alle variazioni unilaterali delle condizioni
contrattuali
13 febbraio 2018 – Dopo
l’approvazione della nuova legge che impedisce le fatturazioni al di sotto del
mese, era scontato che il Tar del Lazio avrebbe
dato ragione all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, confermando la
legittimità della delibera 121/2017 che imponeva alle aziende il ritorno alla
fatturazione mensile, abbandonando quella a 28 giorni.
Il
TAR ha, però, “congelato†fino ad ottobre prossimo la parte della delibera che
prevedeva i rimborsi ai consumatori per quanto pagato in più, lasciandoli
ancora una volta a bocca asciutta.
Il Tar ha agito solo nel rispetto delle norme legiferate di
recente, – afferma Carlo
De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale – ma non ha risolto i
problemi dei consumatori, negando loro anche il risarcimento previsto da Agcom.
Adiconsum si adopererà con tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere la
modifica dell’art. 70 del Codice delle Comunicazioni elettroniche, affinché
sia data certezza del rispetto delle
condizioni contenute nel contratto per tutta la sua durata.
Tale norma, infatti, consente all’operatore di
variare, quando vuole e senza motivo, in maniera del tutto unilaterale, le
condizioni contrattuali vanificando, quindi, le proposte commerciali, anche
economiche, dichiarate alla firma del contratto che, di fatto, diventa variabile
nel tempo – prosegue Mauro Vergari del settore Comunicazioni
di Adiconsum – Il caso delle bollette a 4 settimane ha, poi, dimostrato che,
nel momento in cui gli operatori, accordandosi, praticano le stesse modifiche
nei contratti, a nulla serve l’unica difesa prevista dall’art. 70 per il
consumatore, quella cioè, di recedere dal contratto senza costi e cambiare
gestore!
Occorre
operare – conclude De Masi – affinché la fiducia dei cittadini-consumatori nei
confronti delle imprese ritorni a livelli accettabili, per garantire la
stabilità di un mercato fondamentale come quello delle comunicazioni.