È inspiegabile a fronte di un minore utilizzo della copia personale e del calo della pirateria digitale – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – l’aumento della tassazione sull’equo compenso, che si rivela essere l’ennesimo balzello che si scaricherebbe dai produttori ai consumatori.
Adiconsum – prosegue Giordano – auspica che il Ministro Franceschini ascolti tutte le Parti Sociali interessate, comprese le Associazioni Consumatori che esprimono la voce di milioni di consumatori su cui tale provvedimento andrebbe di fatto a ricadere, e non soltanto, come avvenuto sino ad oggi, la SIAE e la Confindustria digitale.
L’incremento dell’equo compenso – previsto per bilanciare le perdite del diritto d’autore quando si procede a realizzare una copia privata di un prodotto multimediale legalmente acquistato – applicato alla vendita/acquisto di apparati che hanno al loro interno memorie digitali (smartphone, cellulari, pennette USB, ecc.) – afferma Giordano – significa tassare la mera possibilità che prodotti tecnicamente idonei a fare una copia personale, siano di fatto utilizzati a tale scopo.
Oggi – continua Giordano – con tutti gli apparati (già gravati dall’equo compenso) collegati ad internet, la copia personale non è più necessaria, perché il prodotto multimediale, acquistato legalmente, è sempre usufruibile direttamente dalla rete. Chi è più avvezzo all’utilizzo degli strumenti digitali lo sa bene. L’introduzione di simili normative ed il timore dell’ennesima tassazione rischiano invece di allargare il gap digitale.
Ad avviso di Adiconsum si deve andare nella direzione opposta:
· continuando la lotta alla pirateria (già in calo) valorizzando il lavoro svolto da Agcom;
· realizzando la vera inclusione sociale con appropriate campagne di informazione rivolte ai consumatori, in particolare alle fasce scolari ed alle categorie c.d. deboli;
puntando sulla digitalizzazione anche quale strumento di efficienza e risparmio della Pubblica Amministrazione.