Il calo dell’inflazione – dichiara Pietro
Giordano, Segretario Generale Adiconsum
– non deve essere considerato un segno
positivo, ma un’ulteriore prova della recessione in atto che ha portato ad un
abbattimento dei consumi riportandoli indietro agli anni ’90, con effetti a
catena sui prezzi al consumo che, in mancanza di mercato, inevitabilmente
diminuiscono.
Esempio eclatante – continua Giordano – è il calo del prezzo dei beni energetici non
regolamentati, indubbiamente dovuto ad un diminuito uso dell’auto e del
trasporto su gomma dei beni di consumo, ma anche il rallentamento della corsa
del carrello della spesa per la diminuzione della spesa familiare anche di quei
prodotti acquistati con maggiore frequenza dal cibo ai carburanti.
Adiconsum ribadisce che
diventa indispensabile procedere :
1.
la riforma
fiscale con abbattimento delle aliquote IRPEF dei lavoratori dipendenti e dei
pensionati
2.
rifinanziamento
degli ammortizzatori sociali, pena l’esplosione di una emergenza sociale con
problemi di ordine pubblico
3.
detassazione
del salario di produttività
4.
taglio del
cuneo fiscale
Solo aumentando il reddito delle famiglie – prosegue ancora Giordano – è possibile rilanciare i consumi e quindi la
produzione di beni e servizi con conseguente beneficio per l’occupazione e
quindi del reddito disponibile delle famiglie.
I partiti
tutti – conclude Giordano
– trovino
con urgenza un assetto governativo capace di dare sicurezza al paese e al
mercato internazionale, abbandonando le logiche da campagna elettorale che
ancora oggi, purtroppo, a distanza di 40 anni sono in primo piano sui media
nazionali e internazionali.