31,4% di chiamate da over 65; aumentate le richieste telefoniche e via mail
Adiconsum ha presentato nel corso del Convegno “Sottoindebitiamoci-Nuovi poveri: anatomia della crisi†la relazione sull’attività svolta dal proprio “Sportello Famiglia†nei primi 10 mesi del 2012.
Adiconsum – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – svolge attività di assistenza e tutela alle famiglie in condizioni di disagio economico e di emarginazione sociale da oltre un decennio. L’attività dello “Sportello Famiglia†che si concretizza sia attraverso un’assistenza online che telefonica, negli ultimi due anni (2011-2012) è stata garantita grazie anche al contributo di Poste Italiane S.p.A..
Solo nei primi 10 mesi del 2012 – prosegue Giordano – le richieste di assistenza online hanno registrato un aumento del +7,65% rispetto al 2011 e quelle di assistenza telefonica di un +15,8%. Da evidenziare il dato del 31,4% di chiamate da parte di persone over 65.
Gli over 65 con cui siamo venuti in contatto merita una riflessione – continua Giordano – perché si tratta di persone che a causa dell’età incontrano difficoltà nell’accesso al credito, sono spesso vittime di truffe, vivono sole e in condizioni abitative scarse, hanno problemi di salute, e versano in condizioni di disagio psicologico.
Dal 1988 Adiconsum è anche l’unica associazione consumatori ad aver ottenuto il riconoscimento del Ministero dell’Economia e delle Finanze a svolgere attività di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura verso le famiglie. Il 13% delle persone che si sono rivolte allo Sportello Famiglia con gravi difficoltà di tipo economico, con impossibilità di accesso al credito legale attraverso i normali canali bancari, sono state indirizzate al Fondo di prevenzione usura.
Nei primi 10 mesi del 2012 le domande di accesso al Fondo sono state 267. Il 62,50% delle domande è stato presentato da soggetti: di sesso maschile con età media di 48 anni; con un numero medio di componenti del nucleo famigliare di 2,5; con un reddito netto medio dichiarato di circa 1.700 euro; un debito complessivo intorno ai 50.000 euro; con una spesa media mensile di 1.600 euro.
Al riguardo – continua Giordano – i dati da segnalare sono la percentuale di separati/divorziati (19,50%) che si rivolge al Fondo, subito dopo i coniugati e a brevissima distanza dai single (21%); il basso numero dei figli (il 46.80% dichiara di non averne); i lavoratori con contratto di lavoro a tempo indeterminato (55,10%), seguiti dai pensionati (23,20%).
Ma meritano una particolare attenzione – prosegue ancora Giordano – i dati relativi alle motivazioni che hanno portato le famiglie a sovraindebitarsi, e quindi a rivolgersi al Fondo, perché accanto alla diminuzione del reddito, seguito dalle difficoltà nel sostentamento e alla sopravvalutazione/errata valutazione degli introiti, si fa strada anche un preoccupante 2,60% di soggetti sovraindebitati a causa del gioco.
Risulta più che chiaro che la crisi – conclude Giordano – ha colpito particolarmente le fasce più deboli della società, troppo spesso senza protezione adeguata e sempre più esposte ad un vecchio welfare che non riesce più a coprire complessivamente lo stato di emergenza che stanno vivendo gli anziani i separati/divorziati e chi, alla ricerca di un colpo di fortuna, è diventato gioco-dipendente. La strada giusta è quella di un welfare sociale che, così come fa il Fondo di prevenzione usura di Adiconsum, riesca a lenire le forti emergenze che rischiano di disgregare la nostra società.