Calo non solo per crisi, ma per alti costi notai, mutui e prezzi case
Il disastro delle vendite immobiliari – dichiara Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – è la dimostrazione della necessità di rilanciare un progetto di sviluppo per il Paese.
Le famiglie non comprano più case – prosegue Giordano – perché attanagliate dalla crisi economica, dalla disoccupazione, dall’aumento del numero delle persone in cassa integrazione/mobilità ed anche chi ha un gruzzolo da parte non lo investe per l’incertezza del domani.
Accanto a tutto ciò Adiconsum denuncia:
1. alti costi notarili per l’acquisto delle case
2. alti costi per i mutui che diventano insostenibili soprattutto per le giovani coppie con redditi spesso minimi o da precariato
3. alti costi degli appartamenti soprattutto nelle grandi metropoli che nonostante il calo delle vendite continuano ad essere sostenuti
4. mancanza di infrastrutture di collegamento (strade, parcheggi, ecc.) e dei servizi di trasporto pubblico locale.
È tempo – conclude Giordano – che questo o il nuovo governo che si insedierà operi reali liberalizzazioni degli ordini professionali compresi i notai, sviluppi strutture di intermodalità capaci di realizzare smart-city e quindi investa in edilizia infrastrutturale, volano capace di attivare occupazione diretta ed economia da indotto.