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Sovraindebitamento: le proposte del progetto RIPARTO sui debt-advice

A cura di

Valeria Lai

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2 ottobre 2025 – Si è svolto oggi, presso la Sala Danilo Longhi di Unioncamere a Roma, il convegno “Riparto: costruire il futuro del debt advice in Italia. Esperienze, modelli, prospettive alla luce della direttiva europea sul credito al consumo”. L’evento è stato realizzato nell’ambito di Riparto, progetto promosso da Movimento Consumatori APS, ACLI APS e Adiconsum APS con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, accademici e stakeholder a poche settimane dalla scadenza del termine per il recepimento della direttiva (UE) 2023/2225 sul credito al consumo, che obbliga gli Stati membri, entro novembre 2026, a garantire servizi di consulenza sul debito indipendenti, gratuiti e professionali per tutti i consumatori in situazioni di difficoltà.

Dai lavori del Tavolo permanente sul sovraindebitamento di Riparto che ha riunito associazioni dei consumatori, fondazioni antiusura, organizzazioni del microcredito, intermediari finanziari, enti locali, è emerso come in molti Paesi europei (Francia, Germania, Irlanda, Regno Unito) questi servizi siano già consolidati, mentre in Italia si registrano solo esperienze frammentate. Dall’incrocio di dati Istat ed Eurostat emerge che, nel 2024, in Italia circa 1,4 milioni di famiglie risultano in arretrato con mutui, affitti, bollette o rate e la necessità finanziaria per garantire una rete nazionale di servizi di consulenza è, secondo la Commissione europea, di oltre 157 milioni di euro.

La legge 91/2025 ha affidato al Governo il compito di disciplinare i servizi di consulenza sul debito, senza tuttavia prevedere specifici finanziamenti: una scelta che – secondo i promotori – rischia di compromettere la corretta attuazione della direttiva.


Le proposte di MC, ACLI e Adiconsum

Per rendere i servizi di debt advice realmente accessibili e stabili, le associazioni propongono l’istituzione di un Fondo pubblico permanente, alimentato da risorse statali, europee e da contributi obbligatori del settore finanziario e del gioco d’azzardo. L’accesso al Fondo deve essere regolato per garantire, in maniera trasparente, l’assegnazione delle risorse a soggetti indipendenti, privi di scopo di lucro e con comprovata esperienza nella tutela dei consumatori. Per questo motivo, è necessario che questi servizi siano affidati ad associazioni dei consumatori, fondazioni antiusura, enti del Terzo settore esperti nelle attività di consulenza del debito. Devono essere invece escluse organizzazioni lucrative (professionisti, società, ma anche associazioni mascherate) in quanto la gratuità dei servizi è incompatibile con le finalità di lucro degli operatori professionali.

È fondamentale rafforzare la presenza territoriale dei centri, garantire l’accesso a servizi in presenza e a distanza e promuovere la collaborazione con le reti locali – istituzioni, enti del Terzo settore, organizzazioni antiusura e di microcredito – per rendere disponibile assistenza legale, economico-finanziaria, psicologica e sociale tra loro integrate.

Il contributo del progetto Riparto
“RIPARTO – Rete di consulenza sul debito per la prevenzione, la gestione e la soluzione delle situazioni di sovraindebitamento e per la ripartenza” ha proseguito il percorso avviato nella prima edizione del progetto, consolidando e ampliando la rete di sportelli, specializzata nel servizio di consulenza sul debito. 

32 sportelli attivi, un helpdesk telefonico e virtuale gratuito e una rete di operatori specializzati hanno fornito assistenza a migliaia di cittadini e microimprese. È stato così sviluppato un modello multidisciplinare basato su assistenza tecnica, giuridica e psicologica, in linea con la normativa europea e con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 (Goal 1 “Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo”, Goal 10 “Ridurre le disuguaglianze” e Goal 12 “Garantire modelli sostenibili di produzione e consumo”).

MC, ACLI e Adiconsum ritengono che esperienze quali quella di Riparto debbano ora assumere una dimensione strutturale e diffusa sull’intero territorio nazionale, per garantire a tutti i cittadini in difficoltà strumenti concreti per superare sovraindebitamento, esclusione sociale e finanziaria.

“Circa 1 milione di italiani si trovano in condizioni di sovraindebitamento cronico. Ciò comporta conseguenze in termini di salute, psicologiche, di famiglia, di espulsione dal circuito economico, come vediamo attraverso il Fondo per la Prevenzione del Sovraindebitamento e dell’Usura che ci è stato assegnato dal MEF sin dal 1998 – ha dichiarato Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale – Con il progetto Riparto abbiamo messo in campo una rete nazionale sperimentale di sportelli di debt advice, la cui istituzione è prevista dalla Direttiva europea sul credito al consumo. Tale attività, non esistendo in Italia una legge sulla “consulenza del servizio del debito” come prevede la Direttiva, ha posto in rilievo la necessità di stabilire regole chiare, stringenti e non eludibili, a cominciare dal fatto che l’attività di consulenza e assistenza deve essere svolta dal Terzo settore, dalle associazioni dei consumatori e dalle fondazioni antiusura con il supporto dello Stato e del sistema finanziario”.

“Oggi più che mai è necessario che l’Italia faccia un salto di qualità – ha dichiarato Alessandro Mostaccio, presidente di Movimento Consumatori – La direttiva europea ci impone di istituire un sistema stabile e capillare di consulenza sul debito: senza finanziamenti adeguati, senza un riconoscimento dei soggetti legittimati a fornire i servizi di debt advice e senza la creazione di una rete nazionale integrata di competenze rischiamo di lasciare soli migliaia di cittadini in difficoltà. Riparto ha mostrato che è possibile costruire un modello efficace, ora serve il coraggio politico di renderlo strutturale”.

“Il progetto Riparto dimostra che è possibile unire competenze diverse e complementari per dare risposte concrete a chi vive situazioni di sovraindebitamento – ha affermato il vicepresidente nazionale delle Acli, Italo Sandrini – portiamo in questo percorso la nostra rete sociale e la vicinanza ai territori: siamo un presidio di comunità, un punto di riferimento che intercetta i bisogni delle persone e le accompagna verso i servizi adeguati. Il debito non è solo un problema finanziario: è una condizione che tocca la vita familiare, la salute psicologica, le relazioni. Per questo serve un approccio integrato, capace di affiancare al supporto tecnico anche la prossimità, l’ascolto e l’accompagnamento”.

www.progettoriparto.it

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