Secondo i dati di Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione nazionale guidata da Giuseppina Di Foggia, a gennaio consumi elettrici in aumento guidati da basse temperature e crescita del settore industriale.
Quali sono le principali fonti rinnovabili
- Idroelettrico
- Eolico
- Fotovoltaico
- Geotermico
- Biomasse
Gennaio 2026
La produzione nazionale ha coperto l’88,7% della domanda di energia elettrica; il restante 11,3% è stato soddisfatto dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. Complessivamente, la produzione nazionale netta, pari a 25 miliardi di kWh, è cresciuta del 13%, mentre l’import netto ha registrato un –33,2%.
Il minor ricorso all’import è stato compensato con una maggiore produzione eolica e solare e con un incremento di quella termoelettrica (+16,6%).
A gennaio 2026 le fonti rinnovabili hanno coperto il 31,7% della domanda elettrica nazionale (contro il 32,3% di gennaio 2025), principalmente a causa della riduzione della produzione idroelettrica (-13,2%).
Analizzando le singole fonti rinnovabili, la produzione eolica (+16,2%) a gennaio ha sfiorato i 3 TWh, confermandosi la prima fonte rinnovabile del mese. Anche il fotovoltaico ha registrato una variazione positiva a due cifre (+15,2%) con un incremento complessivo di 233 GWh, dovuto al contributo positivo dell’aumento di capacità in esercizio (+261 GWh). In calo la produzione idrica (-11,4%) e geotermica (-2,2%).
Il 2026 si apre con un incremento del fabbisogno elettrico nazionale del 4,1% rispetto a gennaio dello scorso anno. Con 28 miliardi di kWh, si tratta del valore mensile più alto dal 2014 a oggi.
La produzione eolica e fotovoltaica a gennaio è cresciuta del 16%. È quanto emerge dai dati di Terna, la società guidata da Giuseppina Di Foggia che gestisce la rete di trasmissione nazionale.
La variazione positiva dello scorso mese conferma un andamento in ripresa della domanda di energia elettrica iniziato a settembre 2025. Il fabbisogno di gennaio è stato determinato da un giorno lavorativo in meno (20 invece di 21) e da una temperatura media mensile sensibilmente inferiore a quella dello stesso periodo di un anno fa di 1,7°C. Fattori che, pur di segno opposto, concorrono a mantenere la variazione positiva: il dato, corretto dagli effetti temperatura e calendario, è in aumento infatti del 2,8%.
Positiva anche la variazione congiunturale: il fabbisogno destagionalizzato e corretto per calendario e temperatura è in aumento del 2,1% rispetto a dicembre 2025.
La crescita è omogenea in tutto il Paese: +4,2% al Nord, +4,1% al Centro e +3,9% al Sud e nelle isole.

Produzione 2026
- Gennaio 31,7%
- Febbraio
- Marzo
- Aprile
- Maggio
- Giugno
- Luglio
- Agosto
- Settembre
- Ottobre
- Novembre
- Dicembre
Il confronto 2024-2025 tra le medie
| Mese | 2025 (%) | 2026 (%) | Differenza (%) |
|---|---|---|---|
| Gennaio | 31,9 | 31,7 | -0,63% |
| Febbraio | 29,1 | – | – |
| Marzo | 39 | – | – |
| Aprile | 51,2 | – | – |
| Maggio | 52,5 | – | – |
| Giugno | 52,5 | – | – |
| Luglio | 44,2 | – | – |
| Agosto | 40,5 | – | – |
| Settembre | 40,1 | – | – |
| Ottobre | 41,2 | – | – |
| Novembre | 33,9 | – | – |
| Dicembre | 27,5 | – | – |
La copertura della domanda nei 12 mesi con le rinnovabili negli ultimi 4 anni
- 2023 con una media del fabbisogno del 37,1%
- 2024 con una media del fabbisogno del 41,36%
- 2025 con una media del fabbisogno del 40,28%.
- 2026 con una media del fabbisogno del 31,7%