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Energia pulita in accelerazione: cosa dice il nuovo rapporto IEA per i consumatori

A cura di

Gianluca Vergari

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Il rapporto include stime della domanda di energia per regione, fonte e combustibile nel 2025; l’evoluzione della domanda e dell’offerta di elettricità; la diffusione di determinate tecnologie energetiche; e le stime delle emissioni di CO2 legate all’energia. Il rapporto valuta inoltre le tendenze dell’intensità energetica e analizza l’impatto di fattori quali gli effetti meteorologici sulla domanda di energia e sulle emissioni.

L’International Energy Agency (IEA) è l’agenzia intergovernativa di riferimento per l’energia a livello mondiale. Fondata nel 1974, oggi riunisce 32 Paesi membri (tra cui Italia, Francia, Germania, USA, Giappone) e 13 Paesi associati. Il suo compito è analizzare in modo indipendente domanda, offerta, prezzi e tecnologie energetiche, e suggerire politiche per rendere l’energia più affidabile, accessibile e sostenibile.

Ogni anno pubblica rapporti come questo Global Energy Review, che fotografa con dati ufficiali e aggiornati quello che è successo davvero nel mondo dell’energia.Il rapporto 2026 analizza tutti i dati del 2025 (domanda, produzione, emissioni) e indica chiaramente la direzione in cui stiamo andando.

  • La domanda mondiale di energia è cresciuta solo del +1,3% (la più bassa degli ultimi anni), arrivando a circa 655 EJ (exajoule).
  • Le fonti a basse emissioni (rinnovabili + nucleare) hanno coperto quasi il 60% di questa crescita.
  • Il solare fotovoltaico da solo ha fornito il 27% di tutta la nuova energia richiesta nel mondo: un record assoluto.

Buone notizie sulle emissioni: le emissioni di CO₂ legate all’energia sono aumentate solo dello +0,4%, il tasso più basso dal 2021.

In Cina sono addirittura diminuite dello 0,5%, in India sono rimaste stabili per la prima volta da decenni.L’“Era dell’Elettricità” è iniziataL’elettricità cresce più del doppio rispetto al consumo energetico totale (+3% nel 2025, circa +800 TWh).


Questo è il settore che sta cambiando più velocemente e che interessa di più le famiglie italiane:

  • Nel 2025 sono state vendute oltre 20 milioni di auto elettriche (+20% rispetto al 2024), pari a 1 auto nuova su 4 vendute nel mondo.
  • La Cina domina con oltre il 50% delle vendite; l’Europa è cresciuta del +30% ed è il mercato che cresce più velocemente.
  • Grazie alle auto elettriche, la domanda di petrolio per i trasporti stradali è rimasta praticamente ferma. La crescita totale del petrolio è stata solo dello +0,7%.

Nel rapporto IEA trovi spesso due dati diversi che possono creare confusione.

Ecco la differenza spiegata in modo semplice:

1. Consumo energetico primario (Primary Energy Demand)
È l’energia totale che serve al mondo intero per tutti gli usi: trasporti, riscaldamento delle case, industria, produzione di elettricità, ecc.
Include petrolio, gas, carbone, rinnovabili, nucleare e tutto il resto prima che vengano trasformati.

Totale: 655 EJ (Exajoule) nel 2025 (+1,3% rispetto al 2024).

Ripartizione approssimativa per fonte (basata sui valori in EJ e sui contributi alla crescita):

  • Petrolio (Oil): ~194 EJ → circa 29-30% del totale
  • Carbone (Coal): ~179 EJ → circa 27%
  • Gas naturale (Natural Gas): ~149 EJ → circa 23%
  • Rinnovabili (Renewables): ~101 EJ → circa 15% (in forte crescita: +4,6%)
  • Nucleare (Nuclear): ~31 EJ → circa 5%

Fossili totali (petrolio + gas + carbone): circa 79-80% del mix energetico primario.
Le fonti a basse emissioni (rinnovabili + nucleare) hanno coperto quasi il 60% della crescita della domanda nel 2025.

Nota importante: Il solare fotovoltaico da solo ha contribuito al 27% della crescita totale della domanda energetica (record assoluto).

2. Generazione elettrica (Electricity Generation)
È solo la quantità di elettricità prodotta dalle centrali (solare, eolico, carbone, gas, nucleare, ecc.) che poi arriva nelle nostre case, aziende e auto elettriche.

  • Totale generazione elettrica: 32.132 TWh (+2,8% circa).

Ripartizione per fonte nel 2025:

  • Carbone: ~10.858 TWh → 34% (ancora la singola fonte più grande, ma in lieve calo)
  • Gas naturale: ~6.822 TWh → 21%
  • Rinnovabili totali: ~10.808 TWh → 34%
    (di cui: Solare PV ~8%, Eolico ~8-9%, Idroelettrico ~13-14%, Bioenergie e altre il resto)
  • Nucleare: ~2.858 TWh → 9%

Basse emissioni (rinnovabili + nucleare): 43% del totale (massimo storico).
Fossili (carbone + gas): ancora poco più del 55%.

Punti chiave:

  • Rinnovabili e nucleare insieme hanno soddisfatto più della crescita totale della domanda elettrica.
  • Il solare ha registrato l’aumento più grande di sempre (+600 TWh).
  • Le rinnovabili (vento + solare) hanno raggiunto insieme circa il 17% della generazione elettrica.
  • Si prevede che le rinnovabili supereranno definitivamente il carbone come prima fonte di elettricità entro il 2026.


Ogni auto elettrica che sostituisce una tradizionale fa risparmiare benzina/gasolio e abbassa le bollette future (l’elettricità costa meno del carburante). L’IEA sottolinea che i veicoli elettrici hanno contribuito per il 38% alla crescita della domanda di elettricità nei trasporti.

Dove stiamo andando?

Le proiezioni IEAIl rapporto non dà previsioni numeriche dettagliate per il 2026, ma indica con chiarezza la tendenza:

  • Le rinnovabili continueranno a crescere a ritmi record e sono destinate a superare definitivamente il carbone come prima fonte di elettricità già entro il 2026.
  • La domanda di elettricità rimarrà molto più dinamica della domanda energetica totale, spinta da auto elettriche, data center e pompe di calore.
  • Le tecnologie pulite installate dal 2019 hanno già evitato l’uso di 35 EJ di combustibili fossili (pari al 7% del consumo globale di fossili) e 3 miliardi di tonnellate di CO₂.

Criticità e incertezze evidenziate dall’IEA

Nonostante i progressi, l’IEA mette in guardia su diverse criticità che rendono la transizione ancora fragile. Le emissioni di CO₂ hanno toccato un nuovo record (38,4 Gt), anche se la crescita è stata molto contenuta (+0,4%). Eventi meteorologici estremi (siccità, ondate di freddo, monsoni anomali) hanno ridotto la produzione di idroelettrico e eolico in diverse regioni, costringendo a usare di più gas e carbone e aumentando temporaneamente le emissioni.

Inoltre, permangono problemi di flessibilità delle reti elettriche, ritardi nelle connessioni e dipendenza da pochi Paesi per le catene di fornitura delle tecnologie pulite. I prezzi del gas e del petrolio restano volatili, e settori come il riscaldamento (con un calo delle vendite di pompe di calore) e l’industria stanno procedendo più lentamente.

In sintesi, l’IEA sottolinea che la transizione è in corso e più rapida del previsto nell’elettricità, ma resta vulnerabile a shock climatici, geopolitici e di approvvigionamento: serve maggiore flessibilità, investimenti in accumulo e reti per rendere il sistema più resiliente e accessibile per tutti i consumatori.

Scopri di più sul rapporto IEA

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