Entrato in vigore l’8 maggio 2026, il Decreto Legge n. 66/2026 (Piano Casa), pubblicato in Gazzetta Ufficiale, si pone l’obiettivo di rendere disponibili 100mila alloggi a canoni o prezzi accessibili nell’arco di dieci anni, introducendo tre pilastri principali, per affrontare l’emergenza abitativa in Italia. Vediamoli nel dettaglio.
I tre pilastri del Piano Casa
1. Primo pilastro: Recupero dell’edilizia residenziale pubblica (ERP)
Il primo pilastro si concentra sul patrimonio pubblico esistente. Sono infatti 53.241 le unità immobiliari inutilizzate di proprietà di Comuni, Regioni, Province, ministeri ed enti pubblici. Di queste, circa 44mila possono essere recuperate con interventi manutentivi leggeri, mentre 9mila richiedono lavori più pesanti.
L’obiettivo è rendere disponibili quasi 60mila alloggi popolari non assegnabili per carenze strutturali.
2. Secondo pilastro: Edilizia residenziale sociale (Housing sociale unificato)
Questo pilastro permette di offrire, attraverso le risorse destinate al recupero, riqualificazione, demolizione e ricostruzione (senza consumo di suolo) o all’acquisto e trasformazione di edifici pubblici (con almeno 25 unità immobiliari), una disponibilità abitativa, con la realizzazione di alloggi:
da assegnare:
- in locazione di lunga durata
- in locazione con facoltà di riscatto progressiva secondo scadenze pre-definite (tipo rent-to-buy)
da destinare ai seguenti soggetti prioritari così come definiti dalla Legge di Bilancio 2026:
- Giovani e giovani coppie
- Persone anziane con servizi di supporto
- Progetti di coabitazione
- Genitori separati che hanno perso la casa familiare.
3. Terzo pilastro: Edilizia integrata (Edilizia convenzionata ed edilizia residenziale libera non convenzionata)
Per assicurare a chi non ha i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica e non ha le disponibilità economiche per sostenere i costi del libero mercato, il Piano Casa chiede aiuto agli investitori privati per la realizzazione di alloggi da destinare in parte anche all’edilizia convenzionata. A seguito di uno scambio di agevolazioni e semplificazione tra i privati e il pubblico, il Terzo Pilastro prevede:
- Procedure autorizzative accelerate (fino a provvedimento unico con Commissario straordinario per investimenti >1 miliardo)
- Obbligo di destinare almeno 70 alloggi su 100 all’edilizia convenzionata con prezzi/canoni scontati del 33% rispetto al mercato
- Vincolo trentennale trascritto nei registri immobiliari
- Accesso riservato a nuclei familiari con ISEE che dimostrino difficoltà a sostenere i prezzi di mercato (in caso contrario, il contratto è nullo).
Per gli alloggi di edilizia convenzionata, il Consiglio nazionale del Notariato ha accettato la riduzione dei propri onorari del 50% in caso di contratti di locazione o acquisto a prezzi calmierati di alloggi del Piano Casa, ottenuti grazie all’edilizia integrata.
Il dettaglio dei criteri di accesso e le misure attuative saranno definiti con un Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) su proposta dei Ministri delle Infrastrutture e dell’Economia, previa intesa con la Conferenza Unificata.
Tempistica
Il DL 66/2026 deve essere convertito in legge entro il 6 luglio 2026 (60 giorni di tempo). Parallelamente procede il ddl sugli sfratti veloci per liberare immobili occupati o in morosità.