Le addizionali Irpef sono delle imposte sul reddito che devono essere versate a Regioni e Comuni dai contribuenti. Esse sono strettamente legate all’Irpef. Pertanto, qualora il contribuente non fosse tenuto a pagare l’Irpef, egli non è neanche tenuto al suo versamento.
Addizionale Irpef regionale:
•va versata dai contribuenti nella misura dell’aliquota massima dell’1,4%
Addizionale Irpef comunale:
•va versata dai contribuenti fino ad un massimo dello 0,8%, ma i Comuni hanno la facoltà di maggiorarla di un ulteriore 0,3% nel caso non abbiano rispettato il “Patto di Stabilità”.
Principi di progressività e di esenzione delle Addizionali Irpef
Ogni Comune può prevedere:
•una soglia di esenzione per una determinata tipologia di contribuenti in possesso di determinati requisiti
•una progressività nell’applicazione dell’imposta
Che cosa è successo?
•Su 8.096 Comuni italiani ben 1.989 hanno deliberato l’aumento dell’Irpef
•Di questi 1.989 circa 267 adotteranno l’aliquota massima dello 0,8% senza prevedere esenzioni e senza applicare alcun scaglione di progressività (tra questi Comuni spiccano Biella, Messina, Gioia Tauro e Rieti)
•167 Comuni hanno invece deciso di applicare l’aliquota dello 0,8%, contemplando il correttivo delle esenzioni per alcune fasce di reddito
•Tutti gli altri si stanno orientando verso un sistema modulare dove non si applica il massimo dell’aliquota prevista, si introducono esenzioni e si ragiona per scaglioni in base al reddito.
Per Adiconsum la mancanza di fondi nelle casse dei Comuni a seguito dei tagli adottati dallo Stato non giustifica l’aumento delle addizionali Irpef, in quanto si tratta di una tassa sulla tassa. Vanno invece accorpati i Comuni con meno di 5.000 abitanti, tagliate le aliquote Irpef dei lavoratori dipendenti e de pensionati e salvaguardati i principi della progressività fiscale e dell’esenzione.