Lo scorso 13 settembre il “Pacchetto qualità” – superato dapprima il vaglio del Consiglio e della Commissione parlamentare competente (Agricoltura e Sviluppo Rurale) – è stato approvato anche dall’Assemblea Plenaria del Parlamento Europeo.
La procedura ora prevede che il testo licenziato a Strasburgo venga trasmesso dal Presidente del Parlamento Europeo al Consiglio, alla Commissione ed ai parlamenti nazionali; quindi – se il testo non subirà modifiche sostanziali da parte della Commissione – si procederà alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
In cosa consiste il “Pacchetto qualità”
Il “Pacchetto qualità” consiste in un regolamento sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, che contiene novità di rilievo. Esso prevede, innanzitutto, l’accorpamento in un unico testo della disciplina dei sistemi di certificazione DOP, IGP e STG. Ricordiamo inoltre:
– Lo snellimento delle procedure di registrazione DOP-IGP (riduzione da 12 a 6 mesi dei tempi per l’esame delle domande di registrazione).
– L’attribuzione agli Stati membri dell’obbligo di mettere in atto ex-officio adeguate azioni amministrative e giuridiche al fine di prevenire o fermare l’uso improprio delle indicazioni DOP e IGP. In altre parole, gli Stati membri della Ue sono tenuti a monitorare e a far rispettare le denominazioni protette provenienti da altri Paesi.
– Il mantenimento delle STG (in un primo tempo se ne ventilava la cancellazione), riservando però la denominazione ai soli prodotti trasformati e registrati con riserva del nome. Previsto un periodo transitorio per quelle senza riserva di nome (è il caso delle uniche STG italiane: “Mozzarella” e “Pizza napoletana”).
– Il riconoscimento del ruolo dei Consorzi di tutela. Essi possono: contribuire ad assicurarsi che qualità, reputazione ed autenticità dei propri prodotti sia garantita sul mercato; adottare provvedimenti intesi a garantire protezione giuridica adeguata della DOP o IGP e dei diritti di proprietà intellettuale correlati; sviluppare attività di informazione e promozione verso i consumatori; sviluppare attività miranti a garantire la conformità dei prodotti al disciplinare di produzione; adottare provvedimenti volti a migliorare l’efficacia del regime; adottare misure per la valorizzazione dei prodotti; adottare provvedimenti volti a impedire o contrastare misure che sono o rischiano di essere svalorizzanti per l’immagine dei prodotti.
Infine, altre novità portate dal pubblicando regolamento saranno l’inserimento della cioccolata tra i prodotti di qualità, la possibilità di indicare in etichetta i cosiddetti “marchi di area”, la creazione dell’indicazione “prodotti di montagna”.