Dietro la depressione post-partum possono celarsi bassi livelli di omega-3, in base ad un’indagine revisionale condotta da Gabriel Shapiro dell’Università di Montreal e dal Centro di ricerca del Sainte-Justine Mother and Child Hospital, pubblicata sul “Canadian Journal of Psychiatry” (Novembre 2012, Volume 57, Numero 11).
Le donne raggiungono il maggior rischio di depressione durante l’età fertile, e in quelle più vulnerabili la nascita di un bambino può innescare un episodio depressivo.
La depressione post-partum si associa ad un peggior stato di salute della madre così come a problemi di sviluppo e di salute per il bambino.
«La letteratura indica – ha dichiarato Shapiro – che potrebbe esserci un legame tra la gravidanza, gli omega-3 e la reazione chimica che permette alla serotonina, un regolatore di stato d’animo, di essere rilasciata nel nostro cervello.»
Poiché gli omega-3 vengono trasferiti dalla madre al feto, ed in seguito al bambino attraverso l’allattamento al seno, i livelli materni di omega-3 diminuiscono durante la gravidanza, e la riduzione del loro livello si protrae per almeno sei settimane dopo il parto.
Inoltre, in aggiunta alla specifica circostanza biologica delle donne in gravidanza, la ricerca ha evidenziato che molte persone, in generale, non consumano quantità sufficienti di omega-3.
«Questi risultati suggeriscono che possono essere utili nuove strategie di screening e pratiche di prevenzione» ha detto Shapiro, notando che l’indagine condotta ha carattere preliminare, e che sarebbero necessarie ulteriori ricerche per chiarire i nessi tra le varie evidenze ed individuarne le motivazioni.
Per saperne di più:
Review Paper – “Emerging Risk Factors for Postpartum Depression: Serotonin Transporter Genotype and Omega-3 Fatty Acid Status”, Gabriel D Shapiro, MPH (PhD Candidate); William D Fraser, MD, MSc, FRCSC; Jean R Séguin, PhD – The Canadian Journal of Psychiatry, November 2012, Volume 57, Number 11.