La direttiva 93/13/CEE è una
direttiva che disciplina la materia delle clausole abusive nei contratti
stipulati con i consumatori.
La direttiva emanata nel 2013,
recepita in Italia nel 1996 e poi inserita nel Codice del Consumo in vigore dal
2005, si poneva come obiettivo quello di
riequilibrare il rapporto professionista-consumatore che di solito vede quest’ultimo
parte debole.
Tale direttiva stabilisce altresì
che nel caso di contratti in cui tutte le clausole o solo alcune siano proposte
per iscritto al consumatore esse debbano essere scritte in modo chiaro e
comprensibile e che nel caso si verificasse un’interpretazione dubbia di una
clausola, prevale quella più favorevole al consumatore.
A seguito di una controversia sorta
tra un avvocato in merito ad una richiesta di pagamento dei propri onorari ed
il proprio cliente-consumatore, la Corte di Giustizia europea si è espressa
affermando che non vi sono ragioni per escludere i contratti tra consumatori e
liberi professionisti dall’ambito di applicazione della direttiva 93/13/CEE e
che pertanto anche per i contratti di assistenza legale, in caso di dubbia
interpretazione sulla chiarezza e comprensibilità delle clausole inserite nel
contratto da parte del consumatore, il Giudice dovrà assicurare quella più
favorevole a quest’ultimo.