Sei anche tu tra coloro che non avendo riportato
sull’assegno la dicitura “NON TRASFERIBILE”, perché magari hai utilizzato un
blocchetto degli assegni vecchio si è visto comminare una maxi sanzione? Per te
ci sono delle importanti novità in vista, anche se è ancora presto per cantare
vittoria.
La Commissione Finanze della Camera ha, infatti,
approvato una proposta correttiva, presentata dall’on. Boccadutri, volta a
ridurre la maximulta. Affinché però questa riduzione diventi realtà, è
necessario che intervenga il Governo con un decreto che renda la sanzione
proporzionale all’entità della violazione commessa. Il problema è che questo
Governo è a fine legislatura e non si sa se riuscirà ad emanare il nuovo
provvedimento.
Riportiamo per completezza di informazione, un
breve vademecum dell’Abi-Associazione bancaria italiana, su come compilare
correttamente un assegno e non incorrere così in sanzioni. Secondo disposizioni
di legge, infatti, gli assegni bancari, circolari o postali di importi pari o
superiori a 1.000 euro devono riportare i seguenti elementi:
·
data
·
luogo di
emissione
·
importo
·
firma
·
nome del
beneficiario
·
la scritta
“non trasferibile”.
L’importanza
della clausola “non trasferibile”
·
Se l’assegno
non contiene tale dicitura, ricordati di apporla per importi pari o superiori a
1.000 euro
·
In caso di
mancata indicazione della clausola “non trasferibile”, vai incontro ad una
sanzione da 3.000 a 50.000 euro oppure ad un’oblazione che va dai 6.000 ai
16.600 euro.
Assegni
in forma libera
Se vuoi utilizzare un assegno senza la dicitura “non
trasferibile” per importi inferiori a 1.000 euro devi farne richiesta alla tua
banca e pagare un’imposta di bollo di
1,50 euro, che poi la banca pagherà all’Erario.