In questi giorni si stanno susseguendo fake news, come
quella dei 35 euro che dovremmo pagare in più sulla bolletta, o iniziative del
tutto inutili, come l’invio di raccomandate alla Procura della Repubblica
perché intervenga per dirimere la questione del pagamento degli oneri non
riscossi.
Adiconsum
vuole fare chiarezza sulla vicenda, segnalando:
·
che non è la
Procura né il Tar che possono risolvere la delicata vicenda degli oneri non
riscossi, a causa della morosità dei “furbetti” del turismo elettrico, di
coloro cioè che cambiano continuamente gestore per non pagare quanto dovuto,
facendo fallire le agenzie di vendita che devono versare gli oneri di sistema alle aziende distributrici di energia;
·
che serve un
intervento legislativo, come quello che ha portato alla messa al bando della
fatturazione a 28 gg. delle bollette
telefoniche e delle paytv, dopo un confronto, questo sì necessario, tra le
Associazioni Consumatori e l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e
Ambiente, alla quale abbiamo chiesto da subito un incontro (v. notizia)
per conoscere entità economica e numerica, attuale e futura, degli oneri non
riscossi e per definirei correttivi da
mettere in campo per evitare che a pagare siano sempre i consumatori finali e
onesti;
·
che, per evitare il ripetersi di queste situazioni, occorre definire
con ARERA dei “blocchi” per arginare i “furbetti” del turismo elettrico,
colpevoli del fallimento delle agenzie di vendita, mettendo in atto i necessari
“distinguo” con i “poveri energetici” (fuel poverty), la cui morosità è,
invece, dovuta ad effettivi condizioni di indigenza e per i quali occorre prevedere
un Fondo sociale.
IMPORTANTE: Alla
luce di quanto sopra evidenziato, Adiconsum ritiene del tutto inutile l’invio
di raccomandate, come da più parti consigliato, in quanto ciò produrrebbe solo una
spesa in più per i consumatori, visto che il suo costo è di 5 euro, mentre l’aggravio
in bolletta, secondo quanto dichiarato dall’ARERA, dovrebbe essere di 2 euro.