Alzi la mano chi non ha ricevuto negli ultimi mesi
un messaggio sul proprio telefonino o una comunicazione dalla propria compagnia
telefonica sulla modifica della durata
del contratto passata da mensile (ogni 30 giorni) a settimanale.
Un cambio di fatturazione che ha comportato non
solo un aumento dei costi dell’8,6%, ma che ha anche configurato una pratica
vessatoria nei confronti degli utenti nel caso in cui, non concordando sul
cambio, intendessero recedere dal contratto in presenza di un vincolo di
permanenza di un certo periodo con la stessa azienda (v. contratti della
telefonia mobile che prevedono anche la fruizione di un telefono cellulare). Inoltre,
sempre il cambio di fatturazione limita un altro diritto dei consumatori che è
quello della libera scelta di acquisto, perché impedisce la comparazione delle
tariffe applicate dalle varie aziende, rendendo più difficile scegliere quello
più conveniente e adatto alle proprie esigenze.
E che dire dell’altra modifica, sempre unilaterale,
apportata dagli operatori telefonici di consentire l’accesso ad informazioni
gratuite come la conoscenza del proprio credito residuo solo attraverso servizi
offerti tramite internet? Che ne è dei diritti di tutti gli altri utenti, come
i non possessori di smartphone o di coloro che non hanno attivato il traffico
dati, per lo più persone anziane che hanno comunque necessità di comunicare con
i propri familiari e di sapere a quanto ammonta il proprio credito per poter
effettuare una ricarica, o persone in viaggio in altri Paesi?
Contro tutte queste modifiche unilaterali,
Adiconsum nazionale si è espressa chiaramente nel corso della Consultazione
posta in essere dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM)
indirizzata alle Associazioni Consumatori, ai fornitori di servizi di
comunicazioni elettroniche e a tutti i soggetti interessati, per la modifica
della Delibera 252/16/CONS “Misure a tutela degli utenti per favorire la
trasparenza e la comparazione delle condizioni economiche dell’offerta dei
servizi di comunicazione elettronica”.
Adiconsum per tutelare i diritti dei consumatori ha
chiesto:
in merito alla cadenza delle fatturazioni:
·
l’obbligatorietà
della cadenza mensile per garantire ai consumatori di comparare le varie
offerte, di conoscere con chiarezza i costi e i possibili aumenti
in merito all’accesso ad informazioni gratuite come
il credito residuo:
·
il diritto
alla gratuità di accesso nelle prepagate dei cellulari attraverso un numero
telefonico GRATUITO o un sms GRATUITO. Non va dimenticato infatti, che il 20%
degli italiani non possiede uno smartphone, ma u semplice telefono cellulare.
Vi terremo informati sugli sviluppi di questi
importanti temi.
Questo è quanto stiamo facendo sul fronte della
normativa per aumentare la tutela dei diritti degli utenti telefonici, ma ci
adoperiamo anche sul fronte dei servizi non richiesti nella telefonia fissa e
mobile, quei servizi cioè inseriti nella fattura, senza che il consumatore
abbia mai espresso uno specifico consenso alla loro attivazione, ma che vengono
comunque conteggiati e fanno lievitare il costo della bolletta.
Per questo Adiconsum ha attivato una pagina
facebook dedicata “Come ci succhiano i soldi
dal telefonino” dove potete segnalare casi di servizi non richiesti che vi
sono stati attribuiti.
Se ti ritrovi in una delle situazioni su
menzionate, se sei già un nostro iscritto, rivolgiti al nostro Call Center
chiamando il Numero Verde gratuito 800 89 41 91. Se non lo sei, puoi iscriverti
a soli 5 euro tramite il nostro sito www.adiconsum.it
nella sezione ISCRIVITI oppure tramite la nostra app Adiconsum
Reclami 2.0