Vendite in ripresa, ma vanno sostenute abbattendo tasse su lavoro e beni prima necessità
I dati diffusi dall’Istat sul commercio al dettaglio nel mese di aprile tracciano una linea con segno più.
Certo non si è usciti dalla crisi – dichiara Pietro Giordano, Presidente nazionale di Adiconsum – ma è un segno positivo che smentisce chi continua a distribuire comunicati stampa con scenari e statistiche – non si sa con quale fondamento scientifico – che non tengono conto di dati positivi.
Il dato più significativo è la ripresa delle vendite dei prodotti alimentari sui quali nei mesi scorsi si era registrata una diminuzione, quale segno della lunga crisi stagnante, al limite della deflazione – prosegueGiordano – Vero è che il primo quadrimestre 2014 fa registrare comunque un calo delle vendite rispetto al primo quadrimestre 2013, anche se le vendite nei discount alimentari nei primi 4 mesi di quest’anno sono aumentate. Ciò dimostra che le famiglie che hanno perso il lavoro o sono entrate in cassa integrazione/mobilità, si rivolgono, per i loro acquisti, a strutture con prezzi più alla portata del loro potere d’acquisto, ma dimostra anche come cambiano le abitudini alimentari degli italiani che sempre di più vivono fuori casa e si rivolgono a segmenti della Grande distribuzione come i discount, che immettono, sempre di più, note marche e prodotti di qualità a basso costo.
Il Governo – conclude Giordano – anche approfittando della Presidenza del semestre europeo, deve abbattere la tassazione sui redditi da lavoro e da pensione aumentando quella sui consumi di prodotti e servizi, particolarmente di lusso, salvaguardando i beni di prima necessità e di largo consumo. Solo così si darà reddito alle famiglie e si incentiveranno i consumi e quindi la ripresa dell’economia.