In primis tassazione più equa, no IMU su prima casa…
È tempo che i partiti di maggioranza
che responsabilmente hanno formato il nuovo Governo, ma anche le opposizioni –
dichiara Pietro Giordano, Segretario
generale Adiconsum – abbandonino i rimasugli di una campagna
elettorale ormai lontana nel tempo e abbraccino gli interessi del Paese così
come si fece ai tempi della lotta alla mafia ed al terrorismo.
Il pericolo di scontri sociali e quindi
di un’involuzione totalitaria è più che reale – prosegue Giordano – Bisogna da subito operare abbattendo l’alto livello di tassazione a
carico dei consumatori e degli utenti e tagliare le spese improduttive dello
Stato e delle amministrazioni locali, operando una più incisiva lotta
all’evasione ed all’elusione fiscale.
Adiconsum –
continua Giordano – propone
alcune soluzioni:
1.
annullamento dell’IMU sull’unica casa e
sulle proprietà di immobili d’impresa unici, di piccoli commercianti e
artigiani, aumentando la tassazione sui grandi capitali immobiliari
2. revisione
delle rendite catastali che creano iniquità tra immobili nel centro città
rispetto agli appartamenti e alle attività imprenditoriali di periferia
3. blocco
dell’aumento dell’IVA. L’aumento della tassazione sui consumi in periodo di
crisi, basti pensare ai consumi di carburanti, produce solo abbattimento dei
consumi e calo delle entrate erariali
4. rifinanziamento
immediato degli ammortizzatori sociali senza il quale, oltre ad un ulteriore
abbattimento dei consumi, si produrrebbe una vera emergenza
dell’ordine pubblico e una sempre più reale involuzione democratica del Paese
5. detassazione
sulla nuova occupazione con conseguente incentivazione a creare occupazione e
sviluppo dei consumi
6. vendita
di almeno il 30% degli immobili pubblici, blocco di nuovi acquisti, e vendita
delle aree demaniali. Aree e immobili spesso improduttivi, con costi
enormi di manutenzione e che rendono poco o nulla alle entrate dello Stato.
Aree che però devono essere vendute a blocchi, sterilizzando speculazioni
che fanno sì che si alienino le parti migliori e si conservino le aree a basso
o reddito nullo
7.
si incentivino fiscalmente le produzioni e le
azioni a basso impatto ambientale che sviluppano reddito d’impresa e
occupazione, come l’isolamento e l’efficienza energetica delle abitazioni
(detassazione del 55% che va prorogata e stabilizzata) o come, ad
esempio, la ristrutturazione e la creazione dei depuratori e della rete
idrica nazionale, veri strumenti di inquinamento e di perdita di risorse
idriche.
Per fare ciò è necessario recuperare
risorse – prosegue ancora Giordano –
senza aumentare la tassazione, ma:
·
tagliando la spesa pubblica improduttiva, centralizzando
i centri di costo, eliminando i tanti Consigli Provinciali, accorpando anche i
piccoli comuni eliminando, così, “bende†e “prebende†per i tanti politici
“trombati†e non, riqualificando i dipendenti delle province e dei piccoli
comuni specializzandoli nella lotta all’evasione fiscale, realizzando una vera
e propria task-force capace di
“scovare” sul territorio i piccoli evasori legati al gioco d’azzardo,
all’evasione delle tasse attraverso scontrini fiscali e fatture, ecc..
· riformando
il Parlamento, dimezzando la composizione della Camera e realizzando un Senato
delle Regioni;
· eliminando
le municipalizzate improduttive, fonte spesso di sprechi, corruzione e
clientelismo;
·
riorganizzando, anche attraverso una
programmazione a medio e lungo termine, gli investimenti della Cassa Depositi e
Prestiti e i Fondi Europei troppo spesso inutilizzati o parzialmente
utilizzati.
Queste
ed altre soluzioni per tagliare l’improduttività –
conclude Giordano – possono essere realizzate se ci sarà la
volontà politica e se si sterilizzerà qualche lobby
che, spesso, poco o nulla ha a che fare col bene del Paese.