Serve “scudo” per prevenire attacchi a privacy online
CYBERSPIONAGGIO
Walter Meazza, Presidente di Adiconsum nazionale:
Per arginare e prevenire le nuove e
continue minacce alla protezione dei dati online,
è necessario creare uno “scudo†che veda la collaborazione sinergica
di istituzioni, Forze dell’Ordine, aziende del settore informatico e digitale,
associazioni della società civile e Associazioni dei Consumatori.
Adiconsum, che da più di 20 anni si batte
affinché il diritto di navigare e l’uso di Internet sia rispettato e protetto,
è pronta a collaborare
12 gennaio 2017 – È di pochi giorni fa l’ultimo scandalo legato
all’intromissione nella privacy dei cittadini, che segue a distanza di poco
meno di un mese l’ennesimo attacco a Yahoo e ai dati sensibili dei suoi utenti.
Solo che questa volta, non si tratta di “comuni†cittadini, ma di esponenti del
mondo della politica, della chiesa, della massoneria. Sarà forse la volta buona che lo Stato
metterà in campo adeguate risorse ed energie per creare sistemi strutturali di
difesa dei dati personali che ogni giorno, ogni ora, ogni secondo, noi tutti
scambiamo attraverso i molteplici dispositivi connessi alla rete?
Non solo ce lo auguriamo – dichiara Walter Meazza, Presidente di Adiconsum
nazionale – ma siamo disponibili a
collaborare. Adiconsum, infatti, da più di 20 anni lotta affinché il diritto di
navigare e utilizzare Internet venga rispettato e protetto ancor più che
l’evoluzione della rete e del suo
utilizzo. La crescita esponenziale di tantissimi nuovi servizi digitali offerti
ai consumatori, infatti, ha amplificato la possibilità di attacchi
malevoli e rischi di intrusione nella
nostra privacy.
Attraverso campagne di informazione
e sensibilizzazione nazionali ed europee nonché l’assistenza individuale e
collettiva presso le sedi territoriali – prosegue Meazza – Adiconsum promuove
la diffusione di una cultura della sicurezza online, sollecitando aziende e
istituzioni ad incrementare gli sforzi e le azioni in difesa dei dati personali
di tutti i cittadini.
Serve, infatti, – continua Meazza – un sistema di difesa
sistematica, congiunta, costante che deve essere messo in campo soprattutto da
istituzioni e Forze dell’Ordine insieme ad aziende del settore informatico e
digitale, associazioni della società civile e singoli consumatori. Solo la
stretta collaborazione tra questi attori potrà garantire l’innalzamento di uno
scudo veramente efficace, non totale sia chiaro – ci saranno sempre
malintenzionati in agguato – ma che possa in qualche modo arginare e prevenire
le nuove e continue minacce alla protezione dei dati online.