I dati Istat ancora una volta – dichiara Pietro
Giordano, Segretario Generale Adiconsum – dimostrano come si allarghi sempre di più la forbice tra chi ha
maggiori redditi e chi non ha neanche i redditi di sussistenza e come
l’inflazione colpisca tutti i consumatori italiani.
È paradossale –
prosegue Giordano – come vengano negate
le leggi dell’economia. Infatti a consumi che arretrano portandosi a 13 anni
fa, aumentano i costi dei prodotti da consumo con un’ulteriore perdita del
reddito delle famiglie italiane.
Il 20% di inflazione in
più negli ultimi 7 anni ha prodotto una perdita di reddito familiare di circa
900 euro medio annui erosi dall’inflazione.
Va inoltre sottolineato – continua
Giordano – come le percentuali di aumento
del carrello della spesa, come dimostrano le rilevazioni dell’Istat, sono ben al di sopra delle percentuali del
tasso d’inflazione e quindi, soprattutto per le famiglie più povere, le perdite
superano i 1000 euro medi annui.
Recentemente la
Commissione europea ha pubblicato un rapporto sull’adeguamento delle pensioni
che dimostra come piccole variazioni del reddito pensionistico potrebbero
causare sensibili cambiamenti nel tenore di vita delle persone e aumentare il
tasso di povertà degli anziani.
Non è possibile
accettare a giudizio di Adiconsum –
prosegue ancora Giordano – che milioni di pensionati sopravvivano con
meno di 500-1000 euro al mese. È tempo
di rivalutare le pensioni adeguandole al reale aumento del costo della vita
così come è tempo che si taglino le aliquote Irpef più basse dei lavoratori
dipendenti, dando in tal modo la possibilità alle famiglie italiane di
recuperare l’erosione prodotta dall’inflazione.