A due
anni dalla sua entrata in vigore, nel 2014, la direttiva europea sui diritti
dei consumatori ha già bisogno di una revisione? Per rispondere a questa
domanda, la Commissione Ue ha chiesto al Comitato economico e sociale europeo
(Cese) di stilare un rapporto individuando le eventuali criticità della
normativa e le possibili correzioni da adottare.
Le
maggiori criticità emerse dalle consultazioni effettuate dal Cese con imprese e
associazioni dei consumatori riguardano le clausole
precontrattuali. È un elemento segnalato tanto dai consumatori, i quali
trovano spesso troppo lunghi e complessi i documenti informativi obbligatori,
quanto dalle aziende che, spesso non hanno al loro interno le competenze
necessarie per redigere l’informativa.
La richiesta è dunque di una semplificazione di questo aspetto,
mantenendo gli stessi diritti per i consumatori.
Il
secondo aspetto critico, è la prospettiva delle piattaforme online, sulle quali sarà necessaria una riflessione,
per coniugare il beneficio che queste portano, cioè l’accesso a servizi che i
consumatori non avrebbero senza queste piattaforme, con l’esigenza di tutela
dei diritti.
Anche
la Commissione dal canto suo ha deciso che occorrerà intervenire per eliminare
sovrapposizioni tra diverse direttive in materia di diritti dei consumatori,
quali quelle sui prezzi, sulle pratiche commerciali abusive, sulla pubblicità ingannevole, razionalizzando
queste norme in un testo unico