Entro il 31 luglio 2026, il Governo dovrà recepire, tramite un Decreto legislativo di adeguamento del Codice del Consumo, la Direttiva (UE) 2024/1799 sul diritto alla riparazione. Il nuovo diritto dei consumatori ha come obiettivo quello di contrastare l’obsolescenza prematura dei prodotti e promuovere un’economia più circolare e sostenibile. Vediamo più nel dettaglio.
Quali prodotti sono coperti dalla norma?
La Direttiva non si applica a tutti i beni di consumo, ma ad una lista specifica di prodotti indicati dal Regolamento (UE) 2023/1670. Tra questi rientrano:
- lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie per uso domestico
- apparecchi di refrigerazione (frigoriferi, congelatori)
- display elettronici
- aspirapolvere
- server e prodotti di archiviazione dati
- telefoni cellulari, cordless e tablet
- apparecchiature di saldatura
- beni che incorporano batterie per mezzi di trasporto leggeri (es. e-bike, monopattini).
Non rientrano invece nel campo di applicazione:
- PC portatili
- ferri da stiro
- cuffie stereo
- tostapane
- macchine per il caffè e molti altri piccoli elettrodomestici di uso comune.
Obblighi per produttori e venditori
I produttori e i fornitori dovranno fornire ai consumatori informazioni chiare e dettagliate sulla riparabilità dei prodotti. Queste dovranno includere:
- elenco dei pezzi di ricambio necessari (anche ricondizionati) e loro disponibilità
- ubicazione dei centri di assistenza terzi (non solo quelli convenzionati)
- costo della riparazione (o, se non determinabile preventivamente, l’importo massimo previsto).
Inoltre, durante il periodo di garanzia legale di due anni, la riparazione sarà gratuita, salvo che non risulti economicamente più conveniente sostituire il bene.
In caso di riparazione, la garanzia verrà estesa di ulteriori 12 mesi.
I contratti non potranno più contenere clausole che ostacolino la riparazione, né i produttori potranno rifiutare l’intervento per motivi economici o perché il prodotto è stato precedentemente riparato da un altro soggetto.
Durante il tempo necessario alla riparazione, il consumatore avrà diritto a un prodotto in prestito o a uno ricondizionato.
Strumenti a disposizione dei consumatori: il modulo e la piattaforma
Per facilitare le scelte, verrà introdotto un Modulo europeo di informazioni sulla riparazione, che il riparatore dovrà consegnare prima di iniziare i lavori. Il Modulo conterrà tipologia di interventi, tempi previsti, prezzi e eventuale prodotto sostitutivo. Le condizioni indicate avranno validità di 30 giorni.
Entro il 31 luglio 2027 la Commissione europea attiverà una Piattaforma online europea (con canali nazionali) dove i cittadini potranno trovare:
- riparatori locali con indicazione dei prezzi
- venditori di beni ricondizionati
- acquirenti di prodotti difettosi
- repair café ed iniziative di riparazione comunitaria.