Risultavano reperibili in rete, introducendo semplicemente le generalità in vari motori di ricerca, i dati sanitari di soggetti disabili, inseriti nelle graduatorie di concorsi a loro riservati. Dagli accertamenti effettuati dal Garante della privacy, le graduatorie erano state pubblicate sui siti istituzionali di alcune Province e di una Regione. Oltre ai dati sanitari, erano di pubblico dominio anche informazioni quali il reddito percepito, la percentuale di invalidità civile, il punteggio derivante dall’anzianità, il numero di familiari a carico.
Il Garante ha dichiarato illecito il trattamento di tali dati perché contravvengono il Codice della privacy, ha vietato alle amministrazioni di pubblicare informazioni riguardanti la salute, tanto più on line, e ha prescritto alle Province interessate e alla Regione di mettersi in regola anche per il futuro.
Il Garante si è riservato di valutare gli estremi per contestare la violazione amministrativa prevista dal Codice.