In caso di acqua non potabile, l’utente ha diritto alla riduzione del canone e al risarcimento del danno subito. Così si è espressa la Cassazione, in merito al ricorso presentato da un utente nei confronti del gestore idrico. L’utente, a seguito del divieto del Comune di bere l’acqua del rubinetto perché non adatta al consumo umano, si vedeva costretto ad acquistare per conto proprio acqua potabile, pur pagando il servizio in bolletta. La Corte ha precisato che se la fonte da cui si approvvigiona la società non è potabile, l’ente deve rivolgersi ad altre fonti per poter pretendere il pagamento dall’utente, altrimenti deve restituire quanto incassato e risarcire i danni subiti. Nel caso di specie, la società è stata condannata a risarcire il consumatore con 850 euro.
Cassazione, sent. n. 2182/16