Secondo gli ultimi dati relativi al 2025, nel nostro Paese, è stata spesa la cifra record di 165,34 miliardi di euro (il 7,3% del PIL) in gioco d’azzardo, con il 61% delle giocate online, aumentate del 9%. Un fenomeno quello della ludopatia in costante aumento, con tutte le gravi conseguenze economiche e sociali che ne derivano, e che spesso sono causa di sovraindebitamento della persona e delle famiglie coinvolte, come riscontrato nel lavoro svolto dal Fondo di prevenzione usura gestito da Adiconsum per conto del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In questi giorni è stata emessa una sentenza della Corte di giustizia europea chiamata in causa dal nostro Consiglio di Stato a seguito di una sanzione irrogata dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) nei confronti di Google Ireland Ltd (proprietaria di YouTube). Vediamo nel dettaglio.
I fatti in sintesi
Con provvedimento del 19 luglio 2022, l’AGCOM, ai sensi dell’art. 9 del Decreto Dignità (D.L. 87/2018, convertito in legge) che vieta qualsiasi forma di pubblicità (diretta e indiretta) di giochi con vincite in denaro, scommesse e gioco d’azzardo in Italia, aveva irrogato 750.000 euro di multa a Google Ireland Ltd (proprietaria di YouTube), in quanto sulla piattaforma erano stati caricati video (oltre 600 su 5 canali) che promuovevano siti di slot machine, casinò online e scommesse dal creator Spike con cui Google aveva un accordo commerciale che prevedeva la condivisione dei ricavi pubblicitari. A seguito di tale partnership, Google non rivestiva il semplice ruolo di “hosting passivo”, ma aveva un ruolo attivo.
Google impugnava la sanzione davanti al TAR Lazio, che la annullava ritenendo che Google potesse beneficiare dell’esenzione di responsabilità per gli hosting provider prevista dalla Direttiva sul commercio elettronico (art. 14 della direttiva 2000/31/CE). L’AGCOM faceva quindi appello al Consiglio di Stato che sospendeva il giudizio e sottoponeva alla Corte di Giustizia europea le seguenti due questioni pregiudiziali:
- Se la direttiva si applica anche ai video con pubblicità di gioco d’azzardo
- Se Google può beneficiare dell’esenzione ex art. 14 nonostante la partnership commerciale e i controlli sul canale.
La sentenza della Corte di Giustizia europea
Lo scorso 16 luglio 2026, la Corte ha pronunciato la sentenza dando sostanzialmente ragione all’AGCOM, ribadendo che:
- la direttiva 2000/31/CE si applica ai servizi di hosting di video online, anche se i video contengono pubblicità di gioco d’azzardo. Il gioco d’azzardo è escluso dall’ambito della direttiva solo per certe attività direttamente legate ad esso (per le differenze morali/culturali tra Stati membri), ma l’hosting online di video rimane un servizio della società dell’informazione neutro e tecnico ed è quindi coperto dalla direttiva publicpolicy.net
- l’esenzione di responsabilità ex art. 14 della direttiva NON si applica in questo caso. Google non può beneficiare della tutela prevista per i prestatori intermediari “passivi” (che svolgono un’attività meramente tecnica, automatica e senza conoscenza o controllo sui contenuti). Quando un operatore di piattaforma conclude un accordo di partnership commerciale con un creator (con ripartizione di ricavi) e, per farlo, esamina preventivamente il tema del canale, i video principali e i metadati, perde la qualifica di intermediario neutro, perché una conoscenza concreta dei contenuti lo rende potenzialmente responsabile.
In parole semplici: se YouTube/Google si limita a ospitare passivamente i video, è protetto. Ma quando stringe accordi commerciali e controlla preventivamente i canali per guadagnarci sopra, diventa più responsabile dei contenuti illegali (in questo caso pubblicità di gioco d’azzardo vietata in Italia).
Spetta ora al giudice nazionale (Consiglio di Stato) verificare nel caso concreto se Google potesse “ragionevolmente ignorare” la natura dei contenuti del canale.
Conseguenze pratiche per i consumatori italiani
Per i consumatori italiani (e in generale per gli utenti di YouTube in Italia), questa sentenza ha principalmente effetti positivi indiretti, legati alla maggiore tutela dalla pubblicità di gioco d’azzardo, con una minore esposizione, una maggiore responsabilità delle piattaforme
Ecco i punti principali:
1. Meno esposizione a pubblicità di gioco d’azzardo su YouTube
- La sentenza rende più facile per l’AGCOM (e per altre Autorità) obbligare Google/YouTube a rimuovere video che promuovono siti di scommesse o casinò online con soldi veri
- Poiché Google perde (o rischia di perdere) la “protezione” automatica da responsabilità quando ha accordi commerciali con i creator (YouTube Partner Program) e controlla i canali, la piattaforma sarà incentivata a moderare di più questi contenuti per evitare multe.
- Risultato pratico: gli utenti, soprattutto i più giovani o vulnerabili, dovrebbero vedere meno consigli, video sponsorizzati o link al gioco d’azzardo illegale o non autorizzato.
2. Maggiore responsabilità delle piattaforme
- La Corte sottolinea che quando YouTube guadagna direttamente (condividendo i ricavi pubblicitari) e fa controlli preventivi sui canali, non è più un “semplice hosting passivo”. Questo spinge le piattaforme a essere più proattive nella rimozione di contenuti illeciti
- Per i consumatori significa una piattaforma un po’ più attenta ai temi regolati (non solo gioco d’azzardo, ma potenzialmente anche altri contenuti problematici in futuro, come frodi o pubblicità ingannevoli).
3. Protezione dei consumatori vulnerabili
- Il gioco d’azzardo online è considerato un rischio sociale (ludopatia, indebitamento, soprattutto tra giovani). Ridurre la pubblicità indiretta su un servizio molto usato come YouTube aiuta a limitare l’esposizione e la normalizzazione di queste pratiche.
Limiti e cosa non cambia
- La sentenza non elimina tutto il contenuto sul gioco d’azzardo: si concentra sulla pubblicità/promozione vietata dalla legge italiana (Decreto Dignità).
- Non riguarda i video informativi o di intrattenimento puro.
- L’effetto non è immediato: il Consiglio di Stato deve ancora applicare la sentenza al caso concreto, ma il principio è chiaro e favorisce l’AGCOM.
- Per gli utenti in altri Paesi UE l’impatto è minore (dipende dalle leggi nazionali sul gambling).
In sintesi
Per i consumatori è una vittoria indiretta per la tutela dei consumatori italiani. YouTube diventa un po’ più “responsabile” sui contenuti a rischio, e dovrebbe esserci una riduzione della pubblicità occulta o promozionale di gioco d’azzardo sui canali partner. Non è una rivoluzione, ma rafforza gli strumenti di controllo pubblico sulle grandi piattaforme.
L’impegno di Adiconsum
Attraverso la sua esperienza trentennale di gestione del Fondo di prevenzione dell’usura, Adiconsum aiuta le persone e le famiglie che, per vari motivi, inclusa la ludopatia, si ritrovano sovraindebitate e lo fa anche attraverso numerosi progetti: