L’Italia è il
principale produttore europeo di grano duro, destinato alla pasta con 4,8
milioni di tonnellate su una superficie coltivata, pari a circa 1,3 milioni di
ettari, ma sono ben 2,3 milioni di tonnellate di grano duro che arrivano
dall’estero e, di queste oltre la metà – per un totale di 1,2 milioni di
tonnellate – arrivano dal Canada. E i consumatori non lo sanno.
La trasparenza in etichetta è invece l’unica
strada per bloccare le speculazioni sulla pelle degli agricoltori, costretti
oggi a vendere con i prezzi di vent’anni fa, e per garantire ai consumatori la
salubrità di quello che arriva nel piatto.
In questo
contesto non si può non apprezzare l’impegno del premier Renzi che, quando è stata posta l’attenzione sul dare subito la rintracciabilità in
etichetta a pane, pasta e prodotti da forno, ha dichiarato che “occorrerà
mettersi d’accordo con l’industria affinché
il prodotto 100% italiano venga riconosciuto e non venga pagato come vent’anni
fa. Su questo prendo un impegno, anche se non sarà facile”.