Quali mode alimentari diffuse
tra gli adolescenti, soprattutto sul web, sono pericolose per la salute?
Tramite
la rete vengono veicolate delle diete che non hanno nessuna base scientifica, ma
che fanno presa sulla popolazione in generale, quindi, anche sugli adolescenti
che iniziano a fare attenzione al proprio peso. Alcune diete sono, per esempio,
basate sull’eliminazione del glutine dalla dieta in persone sane che non sono
affette da celiachia; poi ci sono le diete finalizzate alla perdita del peso, ma
che, in realtà, di dimagrante non hanno nulla come, per esempio, la dieta paleo
o quelle diete che dicono di eliminare singoli alimenti senza considerare
l’alimentazione nella sua totalità.
Poi
il fumo, l’alcol e la sedentarietà sono abitudini che peggiorano ulteriormente
i danni causati da un’alimentazione scorretta. L’approccio all’alcol è sempre
più precoce. Oltretutto, i ragazzi possono permettersi con facilità le bevande
alcoliche perché sono sempre più a basso costo.
Quali rischi possono
comportare per i ragazzi le diete di eliminazione intraprese autonomamente?
Allora tutti i regimi dietetici
particolari, compresi quelli cosiddetti dimagranti, vanno iniziati solo dietro
controllo medico. Le diete non devono essere intraprese in autonomia magari
copiando da Internet le ricette o quelle che sono le indicazioni. Il rischio
più reale è quello di fare una dieta squilibrata in nutrienti che determini un
apporto insufficiente, in particolar modo, di proteine, vitamine e di
oligoelementi che in un’età tra i 14 e i 17 anni, come si può facilmente
intuire, sono ancora fondamentali per ultimare la crescita.
Riguardo alla dieta senza glutine, magari sono soprattutto le
ragazze a pensare che eliminando il glutine poi dimagriscono. Ma questo è vero?
In realtà, la colpa è di coloro che
fanno credere questo. C’è un movimento che è nato in America, ma che è arrivato
in Italia da qualche anno, noto come “gluten free”, le cui testimonial sono
attrici e modelle. Queste diffondono l’idea che sono magre, belle e di successo
perché hanno eliminato il glutine dalla dieta. Naturalmente questo non è vero,
però le ragazze adolescenti in cerca di imitare il più possibile questi
modelli, seguono questi consigli e questi comportamenti. Poi togliere il
glutine dalla dieta non fa dimagrire, non rende più performanti nell’attività
fisica o più belle. Anzi, un regime dietetico senza glutine è ricco,
innanzitutto, di alimenti che hanno un indice glicemico più alto come il mais,
le patate e quindi la dieta senza glutine non equilibrata potrebbe addirittura avere
l’effetto contrario, oltre, ovviamente, ad esporre ai rischi di tutte le diete
di eliminazione quando non vi è una reale indicazione di salute.
Rispetto, invece, alla maggiore tendenza ai pasti fuori casa quali
sono i rischi per la salute che si nascondono dietro al consumo di junk
food, cibi già pronti, alimenti confezionati, bevande zuccherate?
Sì
la maggiore criticità di quest’età è dovuta al fatto che si inizia a consumare
i pasti non solo fuori dalla famiglia, ma anche fuori dalla scuola perché a
quell’età la ristorazione scolastica non coinvolge più le abitudini degli
adolescenti. Con un potere di acquisto ridotto, gli adolescenti vanno spesso a
mangiare nei fast food, bevendo bevande zuccherate e consumando cibi ricchi di
energia. Questi sono tutti comportamenti alimentari che se aggiunti ad altri
stili di vita insalubri conducono poi allo sviluppo di obesità. L’obesità,
inoltre, è il principale fattore di rischio per malattie metaboliche quali il
diabete di 2° tipo, per malattie cardiovascolari, quali ictus, infarto, e per
alcuni tipi di tumori. Tutto questo quadro è poi ancora più preoccupante considerando
che non stiamo parlando di adulti, ma di adolescenti, di organismi che ancora
stanno ultimando la loro crescita e il loro sviluppo.
Quali sono i falsi miti
alimentari che hanno un maggiore impatto sui più giovani?
Allora sui più giovani, per esempio, il
fatto che lo zucchero bianco e lo zucchero di canna hanno effetti metabolici
diversi; in realtà, sono esattamente la stessa cosa, per cui entrambi vanno
assunti con estrema attenzione e moderazione. Anche la convinzione che basta togliere
i carboidrati dalla dieta e poi si possono mangiare in eccesso gli altri
nutrienti. Un’altra cosa che va estremamente di moda è il fatto che bisogna
saltare i pasti per poter dimagrire. Anche questa idea è sbagliata, tutti i
regimi dietetici che servono per la perdita e il controllo del peso si basano
sul consumo di tre pasti principali: la colazione, il pranzo e la cena.
Inoltre, di questi pasti il più importante è proprio la colazione, che poi è
anche quello più abbandonato dai giovani che, in genere, escono la mattina di
casa per andare a scuola senza consumare nulla. Peraltro, saltare la colazione
la mattina è associato ad un alto tasso di obesità proprio perché poi si cerca
di recuperare in maniera non equilibrata negli altri due pasti quello che non
si è mangiato la mattina.
Quali sono le strategie educative che potrebbero essere messe in
campo per migliorare in modo efficace le abitudini alimentari degli
adolescenti, magari introducendo l’educazione alimentare nei programmi
scolastici o inserendo messaggi positivi nei programmi televisivi a loro
dedicati?
L’informazione è fondamentale per poter
far seguire ai ragazzi degli stili di vita salutari che non riguardano solo la
nutrizione ma anche l’astensione dal fumo, l’estrema moderazione del consumo di
alcol e anche lo svolgimento di movimento quotidiano. La coercizione e
l’obbligo a quell’età non funzionano, per cui bisogna informarli a scuola,
attraverso la televisione, attraverso quelli che sono i modelli cui loro si
riferiscono veicolando quelli che sono gli stili di vita salutari e,
soprattutto, quali sono le conseguenze per la loro salute a medio e a lungo
termine se questi stili di vita salutari non vengono seguiti.
Un altro aspetto importante è quello di
recuperare la dieta mediterranea anche nei ragazzi.
Un altro problema è che i ragazzi, non avendo una percezione
immediata degli effetti di una scorretta alimentazione, pensano che poi in età
adulta si possa rimediare ai danni fatti in precedenza…
Esatto. Invece, la letteratura
scientifica ci dimostra che tutti i comportamenti che abbiamo dalla nascita
sommano il rischio che poi si realizza nella seconda/terza fase dell’età.
Intervenire quando il danno è ormai stato fatto è inutile.