Il Rapporto 2012 del Ministero della Salute sulle acque di balneazione in Italia segnala un sensibile miglioramento della qualità delle acque italiane.
Nella stagione 2011, infatti, la qualità delle nostre acque è migliorata complessivamente del 7,3% rispetto all’anno precedente (6,6% per quanto riguarda le acque marine e 13,1% per le acque interne), portando le acque balneabili italiane ad una conformità ai valori guida fissati a livello europeo dell’83%, rispetto alla media europea del 77,1%.
A partire dal 2013 l’Italia adotterà il nuovo sistema di valutazione della qualità delle acque di balneazione: in applicazione della Direttiva 2006/7/CE. Al termine di ogni stagione balneare, le acque di balneazione saranno classificate in quattro classi: eccellente, buona, sufficiente e scarsa.
Da segnalare, tuttavia, nonostante l’eccellenza dell’Italia – che, tra l’altro, è il Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione – la “maglia nera” della balneabilità a Campania, Liguria e Abruzzo, in cui la percentuale di non conformità ai valori obbligatori di balneabilità ha raggiunto, rispettivamente il 2%, l’1,7% e l’1,2%.