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MOCA: scopri cosa sono e a cosa prestare attenzione per la tua salute

A cura di

Valeria Lai

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Quando si parla di sicurezza alimentare si è soliti considerare l’alimento in sé, i suoi ingredienti e la sua composizione e, relativamente agli aspetti propriamente salutistici, si guarda al valore nutrizionale e al potenziale ruolo che un certo alimento svolge o dovrebbe svolgere nell’ambito di una dieta varia e bilanciata. Ciò che non tutti i consumatori sanno è che quando si acquista un prodotto alimentare c’è un altro fondamentale elemento da considerare, oltre al contenuto: il contenitore!

Cosa sono i MOCA

La bottiglia di latte del supermercato, il cartone della pizza da asporto o l’involucro del tramezzino che consumiamo al bar sono solo alcuni esempi di MOCA, acronimo di Materiali e Oggetti destinati al Contatto Alimentare, vale a dire di quei materiali destinati ad essere in contatto con prodotti alimentari o che si prevede ragionevolmente che possano entrarvi in contatto. Anche le stoviglie rientrano nel novero dei MOCA, così come i distributori automatici e i macchinari industriali impiegati per la trasformazione delle materie prime; i MOCA svolgono dunque un ruolo di primaria importanza “proteggendo” l’alimento destinato al consumo umano e proprio per questo sono oggetto di una specifica (e variegata) disciplina. Tra regolamenti europei e disposizioni nazionali, la normativa è molto ampia, ma ad oggi, con il proliferare di packaging innovativi, riciclati e sostenibili (o presunti tali), sembrerebbe necessario un aggiornamento che contempli le nuove soluzioni e le regolamenti in modo rigoroso; le nuove tecnologie applicate al settore alimentare non devono necessariamente spaventare, il progresso può infatti comportare l’adozione di soluzioni alternative accettabili e positive (vedi in proposito il progetto SHEALTHY di cui Adiconsum è partner) ma, onde evitare rischi per la salute dei consumatori, sembrerebbe opportuno un intervento regolatorio mirato.

La normativa sui MOCA

I principi ispiratori della disciplina sui MOCA consistono infatti nell’evitare l’utilizzo di materiali tossici o potenzialmente dannosi e limitare il rischio di “migrazione” e cioè di trasferimento del materiale dall’imballaggio/contenitore all’alimento. Questa disciplina non si applica tuttavia ad adesivi, a solventi e coloranti utilizzati nella plastica e a svariate sostanze chimiche che ad oggi sono impiegate nei MOCA; esiste dunque una zona grigia che può destare preoccupazione. Nell’attesa di un’eventuale azione a livello normativo, come essere certi di acquistare e utilizzare materiali a contatto con gli alimenti che siano sicuri e non dannosi? Un aiuto proviene da SAFE, organizzazione il cui obiettivo è garantire che la salute e la corretta informazione siano al centro della legislazione alimentare europea; SAFE ha recentemente pubblicato delle linee guida per un corretto e responsabile utilizzo dei MOCA. Plastica, plastica riciclata, alluminio, contenitori con PFAS (composti fluorurati che solo in minima parte sono stati testati e limitati a livello europeo, esistendone molti altri potenzialmente in uso) e imballaggi a base di polimeri rappresentano l’oggetto di questo utile documento ricco di consigli per i consumatori, consultabile e scaricabile gratuitamente qui in lingua inglese.

 

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A cosa prestare attenzione?

Plastica

  • Prediligi alternative riutilizzabili come il vetro per stoviglie, bottiglie e contenitori per alimenti
  • Acquista prodotti freschi non confezionati quando fai la spesa, soprattutto frutta e verdura (anche l’ambiente ringrazierà!)
  • Considera di acquistare prodotti sfusi, ad esempio cereali, legumi, frutta secca e biscotti.
  • Evita di riscaldare o usare oggetti di plastica monouso per altri alimenti rispetto a quelli per cui sono stati originariamente utilizzati (ad esempio, non riutilizzare contenitori di gelato monouso per conservare cibi caldi o grassi)

Plastica riciclata

  • Quando possibile, assicurati che le pratiche di riciclo siano corrette e scrupolose.
  • Se potabile, preferisci l’acqua di rubinetto a quella in bottiglia di plastica; se contiene PET riciclato, la plastica potrebbe essere stata trattata non adeguatamente o contaminata prima del riciclo
  • Evita la plastica nera riciclata poiché la possibilità di contaminazione con sostanze chimiche dannose è maggiore a causa di sistemi di riciclo difettosi.

Alluminio

  • Non utilizzare contenitori di alluminio per la cottura di alimenti fortemente acidi o molto salati (es: pomodoro, rabarbaro, aringhe e simili)
  • Ricorda che l’alluminio è destinato:
  • al contatto con alimenti refrigerati (5-7° C)
  • al contatto con alimenti a temperature non refrigerate per un massimo di 24 ore
  • al contatto con alimenti per più di 24 ore a temperatura ambiente solo per alimenti secchi come pasta non fresca, legumi, funghi e frutta secchi, prodotti di confetteria
  • Prediligi la caffettiera tradizionale alle capsule di alluminio; non solo questa è meno inquinante, ma le capsule possono contenere oltre ai chicchi di caffè macinati altri grassi animali e additivi
  • Evita di mettere le caffettiere in alluminio nella lavastoviglie in quanto il lavaggio potrebbe rimuovere gli strati protettivi

PFAS (composti fluorurati)

  • Scegli utensili da cucina e stoviglie privi di PFAS; è solitamente indicato sulla confezione.
  • Ricorda che gli imballaggi alimentari come le scatole di carta per la pizza, i sacchetti di carta per le patatine fritte, le scatole di cartone da asporto e la maggior parte dei cartoni utilizzati dalle catene di fast-food sono spesso trattati con PFAS
    • Fai attenzione a non compostare gli imballaggi alimentari a base di fibre che sono stati trattati con PFAS
    • Quando possibile evita i contenitori usa e getta e scegli di (ri)utilizzare i tuoi.

Imballaggi in fibre vegetali

– Occhio ai claims “biodegradabile”, “eco-friendly”, e “compostabile”; assicurati di poter verificare l’assenza di composti chimici dannosi per la salute e per l’ambiente.

– Non usare contenitori fatti con una miscela di melamina e bambù/fibra di mais.

– Non usare stoviglie di melamina per cibi caldi e non mettere le stoviglie di melamina nel microonde o in lavastoviglie.

Pochi semplici accorgimenti possono davvero fare la differenza in un ambito così importante eppure a volte troppo poco considerato; se è certamente vero che l’abito non fa il monaco… il contenitore, in questo caso, fa la salubrità.

 

Ulteriori informazioni sulle attività di Adiconsum nel settore alimentare sono disponibili qui

 

Scopri altri nostri progetti e iniziative sul tema dell’alimentazione

 

 

 

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