Il Consiglio dei
Ministri tenutosi il 20 aprile 2016 ha approvato il Decreto legislativo di
recepimento della Direttiva europea sui mutui. Tra le principali novità: la
possibilità di inserimento della c.d. “clausola di inadempimento”.
Che cos’è la clausola di inadempimento
È una clausola
facoltativa, che può essere inserita o meno nel contratto di mutuo, a patto però
che l’introduzione sia stata concordata da ambo le parti (banca-mutuatario).
Tale clausola prevede
che:
in caso di mancato
pagamento di 18 rate del mutuo, anche non consecutive, la banca possa procedere
alla vendita dell’immobile, senza bisogno di un processo esecutivo, di un
giudice e di un’asta pubblica.
A seguito della vendita
della casa da parte della banca si aprono due strade:
·
se la banca otterrà dalla vendita un ricavo inferiore al valore
dell’immobile, il mutuatario sarà libero dai debiti con l’istituto di credito
·
se invece otterrà un ricavo maggiore, la banca dovrà versare la
differenza al debitore.
IMPORTANTE: il decreto legislativo di recepimento della
direttiva europea NON È RETROATTIVO e potrà essere applicato solo ai seguenti
nuovi contratti di mutuo:
·
quelli con ipoteca sull’immobile a garanzia oppure finalizzati all’acquisto del diritto di proprietà su un
immobile.
Ma il decreto mutui non
è solo clausola di inadempimento, ma è anche per la banca obbligo di fornire al consumatore:
·
informazioni precontrattuali dettagliate attraverso il Prospetto
Informativo Europeo Standardizzato (PIES)
·
spiegazioni adeguate prima della conclusione del contratto
di credito
·
chiarimenti in ordine al calcolo del tasso annuo effettivo
globale (TAEG)
Cosa succede se il contratto di mutuo non prevede
la clausola di inadempimento
Si seguono le regole già
in vigore ossia:
·
vendita all’asta della casa in caso di non pagamento di 7 rate
·
in caso di ricavo inferiore, il mutuatario sarà ancora debitore della
banca.
IMPORTANTE: In caso di difficoltà nel pagamento delle
rate del mutuo ricordiamo che, in possesso dei requisiti previsti, è possibile
accedere al Fondo di solidarietà per l’acquisto della prima casa che consente la
sospensione del pagamento delle rate per 18 mesi.
Ora non
resta che attendere il Regolamento attuativo a cura della Banca d’Italia.