Ultimatum degli Stati all’Europarlamento sul regolamento che si occupa dei ‘nuovi cibi’, cioè tutti
gli alimenti non consumati nell’Ue prima di maggio 1997, come ad esempio latte
e yogurt arricchiti con fitosteroli e fitostanoli, e ancora microorganismi,
alghe, cibi ottenuti da colture cellulari o da animali clonati, ma anche alimenti
‘tradizionali’ consumati dai Paesi terzi, a patto che siano impiegati in
maniera sicura da almeno 25 anni. I rappresentanti degli Stati membri hanno
inviato la loro posizione finale all’Europarlamento, che prevede che una volta
che un prodotto viene accettato nella lista europea, questo possa essere
piazzato sul mercato da qualsiasi operatore del settore, evitando di sottoporre
nuove domande di autorizzazione, come avviene adesso, per ciascun Paese e
ciascuna azienda. Ora tocca all’Europarlamento decidere se adottare il testo
inviato dal Consiglio.
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