Sembra facile
attribuire ad un prodotto da forno natalizio la denominazione di “pandoro” o di “panettone”
solo magari perché la forma è quella tipica che tutti conosciamo, ma in realtà
non è così, tanto che il 22 luglio 2005 è intervenuto addirittura un decreto
ministeriale a stabilire quando un prodotto dolciario possa chiamarsi panettone
o pandoro
I 3 elementi
caratterizzanti di questi dolci, i 3 “must” che non devono mai mancare, sono:
la lievitazione naturale e la presenza obbligatoria di burro e uova fresche.
Gli ingredienti fondamentali del Panettone sono:
·
farina di frumento;
·
zucchero;
·
uova di gallina di categoria “A” e/o tuorlo d’uovo in quantità
tali da garantire non meno del 4% in tuorlo;
·
burro in quantità non inferiore al 16%;
·
uvetta e scorze di agrumi canditi, in quantità non inferiore al
20%;
·
lievito naturale costituito da pasta acida;
·
sale
Gli ingredienti del Pandoro, invece, sono:
·
farina di frumento;
·
zucchero;
·
uova di gallina di categoria “A” e/o tuorlo d’uovo in quantità
tali da garantire non meno del 4% in tuorlo;
·
latte;
·
burro in quantità non inferiore al 20%;
·
lievito naturale costituito da pasta acida;
·
aromi di vaniglia o vanillina;
·
sale.
Attenzione
all’etichetta
Deve riportare le seguenti informazioni:
·
la denominazione di
vendita;
·
una descrizione del
prodotto;
·
la lista degli
ingredienti in ordine ponderale decrescente;
·
il nome e la sede del produttore o confezionatore o
del venditore;
·
una menzione facoltativa che indica le modalità di conservazione;
·
il termine minimo di
conservazione;
·
il peso netto.
Panettone
e pandoro artigianale
Le regole di produzione e
commercializzazione sono applicate anche nelle produzioni artigianali, ma i
prodotti venduti direttamente nei laboratori possono essere privi di etichetta,
purché denominazione di vendita e lista degli ingredienti sul banco di vendita
siano riportati su un cartello posto
del banco di vendita o in un registro disponibile
alla consultazione da parte dei clienti.