Nel 2025, 72,4 milioni di persone nell’Unione Europea si trovavano a rischio di povertà. Lo rivela Eurostat nei dati preliminari diffusi nei giorni scorsi, basati sulle statistiche EU-SILC relative ai redditi 2024. Si tratta del 16,3% della popolazione europea, in lieve aumento rispetto al 16,2% dell’anno precedente. Vediamo nel dettaglio le stime per il 2026.
Le stime Eurostat per il 2026
Per il 2026, le stime flash di Eurostat indicano una sostanziale stabilità, con un tasso atteso al 16,4%. Un incremento minimo e statisticamente non significativo, che conferma però come il fenomeno della povertà relativa rimanga strutturale nel continente nonostante la ripresa economica post-pandemia.
L’Italia sopra la media europea
In Italia la situazione appare più critica. Secondo le stime Eurostat per il 2026 (basate sui redditi 2025), la quota di persone a rischio di povertà si attesta al 18,6%, stabile rispetto ai livelli precedenti, ma oltre due punti percentuali sopra la media Ue.
Questo dato colloca l’Italia tra i Paesi con un’incidenza della povertà relativa più elevata tra le grandi economie europee, evidenziando persistenti difficoltà nel contrasto alla vulnerabilità economica di famiglie e individui.
Cosa significa “a rischio di povertà”
L’indicatore utilizzato da Eurostat misura la percentuale di persone che vivono con un reddito disponibile equivalente inferiore al 60% del reddito mediano nazionale. Non si tratta quindi di povertà assoluta, ma di una condizione di vulnerabilità economica che rende difficile affrontare spese impreviste, accedere a servizi adeguati o mantenere uno standard di vita accettabile.
Questo valore fa parte del più ampio indicatore AROPE (At Risk of Poverty or Social Exclusion), che nel 2025 riguardava circa 92,7 milioni di europei (20,9% della popolazione).
Un segnale di allarme per le politiche sociali
La lieve risalita del rischio di povertà a livello europeo arriva in un contesto di inflazione ancora elevata sui beni essenziali, rincari energetici e tensioni geopolitiche che pesano sui bilanci familiari.
Per l’Italia, il dato stabile al 18,6% sottolinea come le misure di sostegno al reddito e le politiche di inclusione sociale debbano essere rafforzate, soprattutto a favore di giovani, famiglie numerose e residenti nelle regioni meridionali, storicamente più esposte.
Eurostat sottolinea che questi sono dati preliminari e flash estimates: i valori definitivi saranno confermati nei prossimi mesi. Tuttavia, offrono già un quadro chiaro delle sfide che l’Unione Europea e i singoli Stati membri dovranno affrontare per raggiungere gli obiettivi di riduzione della povertà fissati dalla Strategia Europa 2030.
Il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura
Da quasi 30 anni, Adiconsum è l’unica associazione consumatori che gestisce a livello nazionale, su incarico del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura, istituito dall’art. 15 della Legge 108/1996.
Il Fondo è pensato per famiglie (e imprese familiari) che si trovano in una situazione di difficoltà economica e non riescono più a far fronte alle proprie spese:
- Pagare vitto, affitto, mutuo, bollette
- Sostenere spese sanitarie
- Rispettare gli impegni finanziari già assunti (prestiti, rate, ecc.).
Attraverso il Fondo è possibile ottenere un prestito agevolato garantito da Adiconsum per consolidare tutti i debiti e restituirli a tassi minimi.
Per saperne di più sui requisiti richiesti e modalità di accesso al Fondo, clicca qui
Progetti in corso sul sovraindebitamento: “Feeling” e “Drin”
FEELING
Il progetto “Feeling-Financial Education and Empowerment to Lower Indebtedness is Game-changing”, coordinato da Adiconsum in partnership con il Movimento Difesa del Cittadino, e promosso e finanziato dall’Unione europea-Single Market Programme-Consumatori 2024, ha avviato le attività di 10 gli sportelli fisici a disposizione dei cittadini-consumatori con problematiche di sovraindebitamento dove potranno ricevere consulenza e assistenza gratuita, con particolare riferimento al target dei giovani.
DRIN
Anche il progetto “Drin” (Debt Relief Initiative) ha come obiettivo la prevenzione e la gestione dell’indebitamento delle famiglie. È coordinato da Adiconsum, in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino, e promosso e finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Single Market Programme-Consumatori 2024. Il progetto ha come target il gruppo vulnerabile delle donne.
Per contattare gli sportelli del progetto Feeling e Drin:
- chiamare: il Punto di contatto nazionale per un primo orientamento e per essere indirizzato allo sportello più vicino al numero 800.16.16.47
- prenotare un appuntamento presso uno dei 10 sportelli presenti sul territorio inviando un’email a info@mdc.it

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