È sotto gli occhi di tutti quello che sta accadendo in questi giorni. Oltre alla preoccupazione della delicata situazione umanitaria a seguito del conflitto in Medioriente, preoccupano anche i riflessi che si stanno determinando sulle borse internazionali e sugli aumenti dei prezzi dei carburanti. Per quale motivo? Vediamo nel dettaglio.
Inflazione o speculazione?
Aumenti di 30 centesimi del prezzo del carburanti da un giorno all’altro in presenza, e non in mancanza, di stoccaggi consistenti, fanno pensare ad aspetti speculativi anziché a normali trend inflazionistici, che si riflettono sui bilanci di famiglie e piccole e medie imprese già stremate, aggravando una già pesante crisi sociale. Per questo, insieme alle altre Associazioni Consumatori riconosciute dalla legge, abbiamo richiesto l’attivazione di un puntuale monitoraggio da parte di Mr. Prezzi per accertare la reale natura degli aumenti, se di natura inflazionistica o speculativa. Esprimiamo apprezzamento anche all’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) per aver attivato l’Unità di Vigilanza Energetica, anch’essa impegnata nella rilevazione dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio di gas ed elettricità.
Ricordiamo che l’aumento dei prezzi dei carburanti ed in particolare del gas è determinante perché è dal gas che si produce una buona fetta di energia elettrica nel nostro Paese. Il rialzo dei loro prezzi quindi produce un effetto domino sui prezzi dei beni e sulle tariffe dei servizi.
Come Adiconsum, continueremo a vigilare sull’andamento dei prezzi e a segnalare le eventuali speculazioni in atto.